La concorrenza sleale delle nocciole turche

raccoglitrici nocciole in turchia

Negli ultimi anni la produzione di nocciole è notevolmente aumentata, anche nelle nostre zone - che non hanno storicamente una vocazione corilicola – grazie alla loro remuneratività. Quest’anno però il prezzo ha subito un crollo verticale; una delle principali cause va ricercata nella concorrenza della nocciola turca, che copre il 70% del mercato ma che, a detta delle organizzazioni di categoria, non è paragonabile, per qualità intrinseca e per condizioni di raccolta e lavorazione, a quella italiana.
A questo Coldiretti Piemonte aggiunge una denuncia sociale: “I lavoratori stagionali impegnati nella raccolta delle nocciole turche sono pagati meno di 10 euro al giorno e non hanno alcuna tutela sanitaria o previdenziale”.
La denuncia di Coldiretti è suffragata da un documentario ("Nè tonda né gentile") – realizzato dal giornalista Stefano Rogliatti – in cui si possono constatare le condizioni di lavoro degli stagionali, costretti a trasferirsi con le loro famiglie in tendopoli fangose, sprovviste di ogni servizio.

Please accept preferences, statistics, marketing cookies to watch this video.

"I nostri agricoltori non possono reggere la concorrenza di chi abbassa i prezzi basandosi sullo sfruttamento" - denuncia la Coldiretti che lancia un appello alla responsabilità delle industrie dolciarie italiane chiedendo di sostenere la produzione piemontese attraverso un’equa remunerazione dei corilicoltori locali, del loro lavoro e del valore intrinseco del prodotto stesso.