Ondata Covid: Ospedali della Granda verso la saturazione

Sotto stress tutti i nosocomi dell’Asl Cn1 e del Santa Croce. Si cercano nuovi spazi riadattando reparti oggi bloccati

Ospedale da campo Cuneo
L'ospedale da campo a Cuneo

È una lotta drammatica contro il tempo quella che la Sanità regionale sta combattendo in questa seconda ondata di coronavirus. La sfida sta nel riuscire ad approntare in tempo nuovi posti letto dedicati ai malati di Covid, perché quelli previsti sono in via di rapido esaurimento. E, sfida nella sfida, farli funzionare con tutto il personale necessario (che oggi non c’è).

Nell’Asl Cn1 all’aggiornamento di lunedì mattina 9 novembre la situazione è la seguente: i posti letto occupati in ricovero ordinario nel Covid hospital di Saluzzo sono 70 su 72. Quelli in terapia intensiva 10 su 10. Mentre scriviamo è facile che i due liberi non lo siano più. A Ceva, l’altro Covid hospital, ci sono 45 pazienti ricoverati su 46. A Mondovì è tutto pieno: 42 su 42 più 10 su 10 in terapia intensiva. A Savigliano i ricoveri ordinari sono 18 su 18 posti, le terapie intensive 4 su 4 e quelle sub-intensive 4 su 4. E poi ci sono 17 posti nell’ospedale da campo, montato dall’Esercito, che serve per lo smistamento dei pazienti non gravi, ma che, a lunedì 9 novembre, non sono ancora entrati in funzione (problemi di personale?).

Al Santa Croce, stessa data, la degenza ordinaria conta 150 posti occupati su 166 (compresi quelli di pediatria e ostetricia), la terapia intensiva 19 su 21, la semintensiva 26 su 26. Sono disponibili altri 13 letti in Pronto soccorso e la ventina nell’ospedale da campo gemello di Savigliano, che è in attesa di raddoppiare con una seconda tensostruttura.

Da inizio settimana, l’Asl Cn1 può contare anche sul neo commissario per l’emergenza Covid Giuseppe Guerra, nominato dalla Regione, che affianca con incarico gratuito il direttore generale Salvatore Brugaletta. “Stiamo valutando - spiega - di incrementare posti letto Covid negli ospedali dell’Azienda. Un paio di reparti, per una quarantina di nuovi posti, dovrebbero essere disponibili a breve, a partire da Savigliano e Mondovì. Il problema è legato soprattutto ai ricoveri ordinari, dal momento che il Piemonte ha un tasso di ospedalizzazione superiore alla media. Stiamo cercando anche di trasferire personale all’interno dell’Azienda. Nelle prossime ore incontrerò i direttori di dipartimenti e di distretto. Valuteremo insieme le strategice più opportune”.