Giovane farmacista di Fossano ipotizza possibile bio marker del covid 19

Giulia Sanino, farmacista ricercatrice

La necessità di capire qualcosa di più sul coronavirus per superare l'iniziale paura del contagio e, successivamente, per aiutare i clienti a orientarsi nel marasma di informazioni ha portato una farmacista benese dipendente delle Municipali di Fossano, Giulia Sanino, ad approfondire la materia: pian piano la ricerca scientifica è diventata una vera passione e l’ha condotta a formulare una sua ipotesi: la possibilità cioè che una proteina misurabile nel plasma, possa rappresentare un bio-marker dell’infiammazione nei pazienti sintomatici. La sua ipotesi, contenuta in una sua mini-review sul ruolo di questa proteina nel Covid19, dovrà essere verificata clinicamente; intanto una rivista scientifica internazionale ha manifestato interesse per il suo studio.

"Ho cominciato a leggere trattati scientifici scaricando da internet tutto ciò che poteva fornirmi conoscenze più approfondite. Avevo così “fame” di conoscere questo virus, di capire, di avere informazioni per poterle trasmettere ai miei clienti, che, sorprendentemente, mi sono appassionata tantissimo a questi testi che fino a qualche mese prima avrei trovato complicati e indigesti" - racconta Giulia - .

Per chiarire a me stessa ciò che via via stavo comprendendo ho cominciato a scrivere; alcune cose sono state pubblicate sulla rivista ufficiale dell’Utifar-Unione tecnica italiana farmacisti. Scrivendo ho definito meglio alcune ipotesi che si stavano formando nella mia testa e su queste ho cominciato a lavorare con sempre maggior convinzione cercando nuove conferme".

Nel week end appena trascorso, durante il convegno nazionale Farmacistapiù promosso dalle Organizzazioni dei Farmacisti italiani (Fofi, Federmarma, Utifar) e Fondazione Cannavò, Giulia ha avuto occasione di presentare in anteprima la sua ricerca.

L'intervista completa a Giulia Sanino su La Fedeltà di mercoledì 25 novembre 2020