Cei, messa della notte di Natale compatibile con il “coprifuoco”

Comunicato finale del Consiglio episcopale permanente. "Speranza, gratuità e ascolto", le tre parole chiave per l'analisi della situazione del Paese, provato dalla pandemia e dalla crisi economica e sociale

Gualtiero Bassetti
foto SIR/Marco Calvarese

Per la Messa nella Notte di Natale “sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto coprifuoco”. È quanto si legge nel comunicato finale del Consiglio permanente straordinario della Cei – svoltosi on line il 1° dicembre – che si è confrontato circa le prossime celebrazioni natalizie, in modo particolare sull’orario della Messa nella notte di Natale. I vescovi ricordano quanto scritto nel recente Messaggio alle comunità cristiane in tempo di pandemia: “Le liturgie e gli incontri comunitari sono soggetti a una cura particolare e alla prudenza. Questo, però, non deve scoraggiarci: in questi mesi è apparso chiaro come sia possibile celebrare nelle comunità in condizioni di sicurezza, nella piena osservanza delle norme”. Da qui “la certezza che sarà così anche per le celebrazioni del Natale, come peraltro avvenuto finora”. “Tenuto conto delle diverse situazioni”, è stato detto, “sarà cura dei vescovi suggerire ai parroci di ‘orientare’ i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno”.

“Grazie per aver pregato per me”, ha detto in apertura il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei (nella foto), collegato dal Policlinico Gemelli di Roma dove è ricoverato per un periodo di convalescenza dopo la guarigione dal Covid-19.
“Speranza, gratuità e ascolto”: alla luce di queste tre parole, i vescovi hanno analizzato la situazione del Paese, provato dall’emergenza sanitaria e dalla conseguente crisi sociale ed economica. “In questi tempi dolorosi e difficili, allo sconforto si è aggiunta per molti la paura, che se da un lato ha visto un rinnovato ritorno alla fede e alla preghiera, allo stesso tempo, di fronte al dolore innocente, rischia di scivolare nel timore di pregare invano”, l’analisi dei vescovi, secondo i quali “contro la rassegnazione, la disaffezione, la disperazione, la Chiesa deve essere esempio di unità, di saldezza, di stabilità”... continua a leggere

(fonte SIR)