Dj Max lascia posto a “dottor web”

Massimo Grosso racconta in un libro 24 anni dietro la consolle

Nell’ottobre del 2019 Massimo Grosso, in arte dj Max, dopo oltre vent’anni di carriera annunciava di “aver ufficialmente appeso le cuffie al chiodo”. “Ho chiuso il capitolo della mia vita dedicato (in alcuni momenti più assiduamente, in altri meno) alle serate e agli eventi come dj. Dopo mesi di tira e molla con me stesso, avevo finalmente deciso di mettere la parola fine ad un’avventura iniziata tanti anni prima. Un’avventura ambientata nello scenario nel quale si muovono la maggior parte dei disc jockey italiani, quelli senza la spunta blu su Instagram. La provincia.
È la mia storia, quella di un ragazzo che ‘da grande’ voleva fare il deejay e che alla fine il dj l’ha fatto eccome, tanto da avercelo scritto pure sulla carta d’identità”. La storia di un dj di provincia, comunque ricca di soddisfazioni e successi, che Max, nei primi mesi del lockdown, ha deciso di raccogliere nel libro “Come sono diventato deejay Max… quello della musica”. Il titolo è ispirato alla frase pronunciata da un bambino sotto il parco degli Olmi di Sant’Albano per spiegare alla nonna chi era quel signore che avevano appena incrociato. Il libro autoedito uscito prima in e-book, da qualche giorno è disponibile anche in versione cartacea su Amazon. La copertina è stata disegnata da Giulio Vissio, nipote di Max.

Intervista a Massimo Grosso su la Fedeltà in edicola mercoledì 9 dicembre