Covid: la discesa rallenta, i morti in Granda salgono a 786

I ricoveri in terapia intensiva scendono del 19,4%, quelli nei posti letto ordinari soltanto dell’8,8%

Pronto soccorso dell'ospedale Molinette, Torino, 06 marzo 2020
Pronto soccorso dell'ospedale Molinette, Torino (foto ANSA/ALESSANDRO DI MARCO)

I numeri del contagio in Piemonte continuano a scendere, ma la discesa rallenta di intensità e mostra qualche pericoloso segnale di stanchezza. Lo raccontano i numeri della settimana che va dal 9 al 16 dicembre. E ci dicono che conviene stare in guardia, perché la seconda ondata può ancora far male. E molto. 
Il primo campanello d’allarme, brutale, è legato al numero di decessi, che sono tornati ad aumentare. In Piemonte, nella prima settimana di dicembre, erano stati 443; questa volta se ne contano 467. La regola vale anche per la provincia di Cuneo, dove sono saliti da 34 a 54 per raggiungere un totale da inizio pandemia che è di 786.
Il secondo campanello d’allarme è sui ricoveri Covid negli ospedali piemontesi, che continuano a scendere, ma con una proporzione inferiore a quella delle due settimane precedenti. Ora sono 3.761 (-8,8% rispetto a sette giorni fa). Martedì 8 il calo era stato del 12,5%. Martedì 1 del 9,1%. Va meglio, invece, il dato sui ricoveri in terapia intensiva, che scendono in una settimana del 19,4% con 266 posti letto attualmente occupati. Nelle due settimane precedenti il calo era stato, rispettivamente, del 12,5% e del 6,7%. 
Bene anche la riduzione dei casi tuttora positivi, dovuto all’incremento dei guariti (oltre 20 mila in una settimana, +19% rispetto a quella precedente) e alla contrazione di nuovi contagiati (7.521, +4,2%), per una forbice che continua ad allargarsi. Confortano, allo stesso modo, la riduzione percentuale dei nuovi contagi sul numero di tamponi effettuati e l’aumento percentuale degli asintomatici sui positivi: due dati che ci raccontano come si stia progressivamente alzando il livello di tracciamento e, quindi, di prevenzione e controllo del virus.

Complessivamente, tuttavia, si tratta di numeri assoluti ancora troppo elevati per ipotizzare di approdare velocemente, e senza altri sacrifici, a una nuova normalità. Nulla di paragonabile, per intenderci, alla situazione di inizio settembre quando si contavano 42 contagi in un giorno, 7 ricoverati in terapia intensiva e 92 ospedalizzati in tutto il Piemonte. E la seconda ondata era soltanto un rumore di fondo.
D’altra parte, il quadro dei ricoveri negli ospedali dell’Asl Cn1 ci rende con plastica evidenza un’immagine (purtroppo) non così diversa da quella di un mese fa, quando lanciavamo l’allarme su una situazione al limite del collasso. Nell’aggiornamento di lunedì 14 dicembre, infatti, i posti liberi nei reparti Covid sono 4 (su 72) a Saluzzo, nessuno a Ceva, 2 (su 10) in terapia intensiva a Mondovì, mentre a Savigliano sono pieni tutti e 34. Una riduzione assolutamente insuficiente per smantellare posti Covid e, di conseguenza, per liberarli - liberando anche il personale sanitario - per le altre patologie. Mica poco come problema.

Covid 19 Sette Giorni In Piemonte 15dic