Lole Avagnina ha detto stop: il bilancio di una carriera vincente

Idolo nel mondo del baseball, ha vinto due Europei con la nazionale italiana

Lorenzo Avagnina Italia 2

Lo scorso ottobre, a quasi quarant’anni, si è chiusa la lunga e gloriosa carriera di uno degli sportivi fossanesi più vincenti di sempre: Lorenzo Avagnina. Idolo nel mondo del baseball, Lorenzo ha vinto tre campionati Italiani e due Europei con la nazionale italiana, portando il nome di Fossano, suo paese natale, ai vertici del “diamante” internazionale. La Fedeltà ha scambiato quattro chiacchiere con lui, ricordando i momenti più emozionanti della sua lunga carriera.
Lorenzo, prima di tutto, quali sensazioni si provano a dire “basta”?
Sono vecchio, era giusto farsi da parte (ride, ndr). Scherzi a parte, avevo già deciso nel 2019 di lasciare, poi ho scelto di proseguire ancora un anno, per dare una mano a San Marino. Alla fine, è andata bene, credo di non essermi mai sentito così in forma come in quest’ultimo campionato. Ora, però, a quarant’anni suonati, era giusto salutare tutti.
Tre scudetti, due Coppe dei Campioni e due Europei con la Nazionale. Qualche rimpianto?
Macché, è stata una carriera ricca e soddisfacente. Ho vinto tanto e soprattutto mi sono divertito, senza farmi mancare nulla, in piazze importantissime. Se penso che tutto iniziò quasi per gioco nel campo di Santa Lucia a Fossano, non mi sembra possibile…
Ecco, appunto, Fossano. Che ricordi hai di quella tua prima esperienza?
Per me Fossano è stato l’inizio di tutto. Il baseball fossanese degli anni Ottanta e Novanta era qualcosa di unico, per entusiasmo, tradizione e voglia di emergere. Soprattutto, però, c’erano grandi uomini che scelsero di affidarsi a veri e propri campioni. Furono prima i grandi statunitensi e poi i cubani a formare la nostra generazione, consentendoci di allenarci ad alti livelli.
Che squadra era quel Baseball Club Fossano?
Una compagine forte, di vera qualità. Come si dice, eravamo pochi ma buoni. Non superavamo mai i 12-13 iscritti, ma in campo eravamo preparatissimi. Non a caso, alcuni di noi hanno poi proseguito. Diciamo che io ho messo la ciliegina sulla torta di quel gruppo, arrivando là dove molti avrebbero sperato. Ma molto è dipeso da quell’inizio.
Oggi proprio il tuo ex compagno Claudio Sandrone sta guidando, insieme alla presidente Miranda Scotto, una nuova leva di belle speranze. Quanto contano realtà come Fossano nel baseball nazionale? 
Tantissimo. Il movimento italiano dovrebbe capire che sono proprio ambienti come Fossano che consentono al sistema di sopravvivere. Le grandi realtà, invece, sono state spesso in balìa dell’entusiasmo dei singoli: quando uno si fa da parte, crolla il castello. La forza non si fa con i successi, ma con i numeri, ed è proprio lavorando “dal basso” che i tesserati possono aumentare, consentendo al baseball di crescere.
Tornando invece a te: dovessi riassumere la tua carriera con un ricordo, cosa sceglieresti?
Direi la partecipazione al World Baseball Classic, nel 2013. Si tratta di una manifestazione unica, in cui si gioca contro il meglio del baseball americano. Lì, raggiunsi l’apice della mia carriera, trattato come un divo, tra voli charter e hotel di lusso. Ricordi fantastici!
In ultimo, chi è oggi Lorenzo Avagnina?
È un ex giocatore di baseball pronto a costruirsi un nuovo futuro, scegliendo tra le sue tante passioni. Da qualche tempo pratico l’arrampicata, non escludo di potermi dedicare a questo sport a tempo pieno. Il mio vero sogno, però, è quello di poter tornare in provincia di Cuneo, magari in Valle Stura, dove da piccolo trascorrevo molte estati con la famiglia. Se la mia compagna è d’accordo, perché no!

Il servizio completo su la Fedeltà di mercoledì 16 dicembre 2020.

Lorenzo Avagnina Squadra Di Club