Dal Fondo di solidarietà delle diocesi 126 mila euro a lavoratori, artigiani, cooperative

Istituito per fronteggiare l’emergenza Covid-19

“Siamo cresciuti in tanti aspetti ma siamo analfabeti nell’accompagnare, curare e sostenere i più fragili e deboli delle nostre società sviluppate”. Questa denuncia di Papa Francesco colloca ognuno di noi davanti alla propria coscienza e ci spinge, insieme, ad aiutarci, con creatività, affinché nelle difficoltà e prove della vita “nessuno resti solo”, come recita la campagna per un Avvento di prossimità delle Caritas di Cuneo e di Fossano. Si sono moltiplicate le iniziative in questo periodo che rivelano la nostra capacità, se vogliamo, di reagire all’individualismo e all’indifferenza, cifre del nostro tempo. Dall’invito a riempire di cose buone le ‘Scatole di Natale’ che saranno distribuite ai bisognosi, alla proposta ‘Il pranzo sospeso’, ognuno di noi può fare di questo Natale un punto di partenza per un’esistenza più solidale e umana per sé e per gli altri.
Ci vuole poco a capire che la vera crisi economica e sociale, soprattutto per le difficoltà del mondo del lavoro, è solo alle porte e saremo chiamati a uno sguardo attento e fraterno, a uno sforzo di maggior condivisione e di vita più sobria per sostenerci a vicenda. Forse potrà essere un’opportunità da non sprecare per una società più autentica e più umana per tutti.

Tante sono state le iniziative che le nostre Chiese locali, soprattutto le Caritas parrocchiali, hanno messo in campo per aiutare i poveri delle nostre comunità. Nell’ottica di sostenere in particolare chi fa fatica nel mondo del lavoro – lavoratore o imprenditore - a causa della pandemia, le diocesi di Cuneo e di Fossano avevano dato vita a un “Fondo di Solidarietà Emergenza Covid19” invitando chi voleva a collaborare. La condivisione è stata buona e sono stati distribuiti 126 mila euro a lavoratori particolarmente in difficoltà di piccole realtà artigianali o commerciali e di servizio. Con contributi dai 2 ai 3 mila euro si è data la possibilità di resistere a un piccolo bar, a un’osteria o a una panetteria, come a cooperative o artigiani che hanno visto diminuire le commesse e non volevano lasciare un lavoratore a casa o a imprese del turismo e sartorie rimaste senza lavoro per mesi. L’elenco sarebbe lungo e vario, ma desideriamo soprattutto ringraziare, a nome di chi è stato aiutato, i tanti cittadini, le associazioni, i partiti politici, le parrocchie e le fondazioni che hanno sostenuto il Fondo.

Il lavoro dell’équipe – formato da membri della pastorale sociale e del lavoro, della Caritas e della pastorale della salute – continuerà a interloquire col territorio e con le comunità per appoggiare, accompagnare e sostenere chi fa fatica e soprattutto è senza lavoro.
Questo Natale possa portare a ciascuno di noi un cuore nuovo, più fraterno e umano, e una consapevolezza nuova di quanto siamo responsabili gli uni degli altri nella costruzione di una vita migliore per ogni creatura umana e ogni essere vivente su questo pianeta terra.

Flavio Luciano, coordinatore dell’équipe