Vaccini Covid, in arrivo altre 40 mila dosi in Piemonte

Dopo il successo del V-Day si prosegue con la vaccinazione del personale delle aziende sanitarie e di ospiti e operatori delle Rsa

Covid Vaccino
photo Daniel Schludi (Unsplash)

Come confermato dal Ministero della Salute, mercoledì 30 dicembre in Piemonte verranno consegnate altre 40 mila dosi del vaccino anti Covid con cui si proseguirà la campagna di vaccinazione avviata in modo simbolico, ieri, in occasione del V-Day europeo. 41 scatole in tutto (ogni scatola contiene 975 dosi) che verranno distribuite agli hub territoriali per continuare con la somministrazione del vaccino al personale delle aziende sanitarie e agli operatori e ospiti delle RSA, che rappresentano i destinatari della Fase 1 della vaccinazione. In tutto 195 mila persone in Piemonte, 2/3 delle quali hanno già manifestato la propria volontà di adesione.
Per il territorio di Cuneo le dosi sono 5.850, destinate al “Santa Croce e Carle” del capoluogo e agli ospedali di Mondovì, Savigliano, Verduno e alle Rsa.
Ieri (domenica 27 dicembre) è partita anche in Piemonte la campagna di vaccinazione anti Covid: la somministrazione delle prime 910 dosi è stata completata in modo regolare e senza difficoltà in tutti i 10 punti individuati sul territorio.
"Le 40mila dosi arriveranno direttamente negli hub territoriali - commenta Vincenzo Coccolo, commissario generale dell’Unità di crisi della Regione Piemonte - e il personale del sistema regionale di Protezione civile provvederà a consegnare le dosi necessarie ai presidi sanitari territoriali e alle RSA, come già accaduto ieri con puntualità e precisione in occasione del V-Day”.
“Stiamo lavorando con il Ministero della Salute per risolvere a livello nazionale il problema del consenso informato per gli ospiti delle Rsa che non hanno un rappresentante legale, ma sono in una situazione di cosiddetta “incapacità naturale” - spiega il commissario dell’Area giuridico-amministrativa Antonio Rinaudo -. Il tema è complesso, ma estremamente importante e delicato se pensiamo che solo in Piemonte coinvolge 10 mila persone accolte nelle nostre residenze socio assistenziali, che se questa criticità non verrà risolta non potranno essere vaccinate”.