Covid, Piemonte in zona gialla, ma i casi tornano a crescere

A Fossano sono saliti a 113 (e i deceduti da inizio pandemia a 38). Il punto su ricoveri e terapie intensive

Coronavirus Tampone
Foto Regione Piemonte

L’indice dei contagi Rt è ancora inferiore (anche se non di molto) alla fatidica quota 1. E così il Piemonte, da lunedì 11 gennaio, è rientrato in zona gialla, sia pure rafforzata: una condizione che ci garantisce in questi giorni un minimo di libertà in più. Resterà in vigore fino a venerdì 15 gennaio. Poi, da sabato, subentreranno le regole del nuovo Dpcm (tuttora allo studio) che dovrebbe confermare la suddivisione per colori, ma inasprire ulteriormente le soglie di accesso. In ballo, per il Piemonte, l’eventualità di tornare arancione, in caso di Rt superiore a 1 o anche (come si starebbe valutando) inferiore a 1 se con profilo di “rischio alto”. Sono già scontate, invece, due misure di segno opposto: la proroga della chiusura degli impianti sciistici e, dal 18, il rientro a scuola per il 50% degli studenti delle Scuole superiori. Sono, tutti quanti, provvedimenti alla ricerca di un equilibrio, perennemente instabile, tra la necessità di guardare avanti, senza penalizzare troppo la vita economica e sociale, e la necessità di garantire una risposta sanitaria adeguata, prestando attenzione a tutti i potenziali segnali di allarme. In quest’ottica, gli ultimi numeri a disposizione per il Piemonte continuano a indicare un rallentamento della discesa, che in alcuni casi produce un rimbalzo della curva, nella direzione della temuta terza ondata. Il primo dato da tenere d’occhio è quello dei ricoveri ordinari in ospedale. Oggi sono 2.653, in una settimana sono scesi di 194 unità (-6,8%), il calo più basso dall’inizio della discesa della seconda ondata. Andamento simile per i ricoveri in terapia intensiva, oggi 171 contro i 187 di sette giorni fa (-8,6%), ma appena 1 in meno rispetto a sabato 8 gennaio. Nella Granda (quadro aggiornato a lunedì 11 gennaio), questa condizione si traduce in 89 ricoverati (su 115 posti) all’ospedale di Cuneo, 62 a Saluzzo (su 72), 25 a Ceva (su 35), 42 a Mondovì (tutto occupato) e 34 a Savigliano (su 36). Sulla stessa linea le terapie intensive: 5 su 7 a Cuneo, 9 su 10 a Saluzzo, 10 su 10 a Mondovì, 3 su 4 a Savigliano. Non sono più i numeri di novembre quando i posti letto Covid, soltanto al Santa Croce e Carle di Cuneo, avevano superato abbondantemente le 200 unità. Ma sono ancora una base troppo alta per sopportare, in termini di servizi sanitari, le conseguenze di una nuova impennata. Meno allarme suscita il rapporto percentuale tra nuovi contagi e tamponi: era (a fine dicembre) del 4,4%, martedì 5 gennaio è salito al 6,7%, martedì 12 è del 5,2%, circa la metà del dato nazionale. Per contro, il dato “grezzo” sui contagi in Piemonte (che dipende, invece, dal numero di tamponi effettuati) non induce all’ottimismo, con i nuovi positivi che sfiorano quotidianamente, quando non lo superano, il numero delle mille unità. Tutto questo mentre i decessi sfondano quota 8 mila (ora sono 8.237), di cui 948 in Granda (+36 in una settimana), terza provincia del Piemonte dopo Torino e Alessandria e, sul versante opposto, i guariti salgono a 189.406 (+13.378 da martedì 5 gennaio), di cui 26.376 in provincia di Cuneo (+2.039). A Fossano, i numeri forniti dal Comune ci dicono che gli attualmente positivi sono 113 (+53 rispetto alla settimana precedente), mentre 66 sono le persone in quarantena. E, dall’inizio della pandemia, i deceduti sono 38. Stesso numero (38) per i contagiati a Centallo, tra cui 4 ospedalizzati (2 in condizioni precarie). Si aggiungono 5 positività al San Camillo, tutte di ospiti contagiati da tempo, ma non ancora negativizzati. Gli operatori della Casa di riposo sono invece tutti negativi. Tra i Comuni dell’hinterland, secondo la mappa Covid regionale, si contano 12 positivi a Bene Vagienna, 8 a Cervere, 7 a Sant’Albano, 7 a Salmour, 7 a Villafalletto, 7 a Marene, 6 a Genola, 5 a Trinità, 4 a Tarantasca e 0 a Vottignasco. Tre di loro sono in crescita rispetto alla settimana precedente. È una tendenza condivisa con quattro delle sette sorelle della Granda: Cuneo risalito a 198 positivi (da 178), Alba a 159 (da 112), Bra a 121 (da 96), Mondovì a 87 (da 77). Troppi casi per sostenere che sia soltanto un caso.

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