Cinema e tv da casa – 04 tris

L'ultimo metro Francois Truffaut

In un giorno come questo, 27 gennaio, ci sembra doveroso dedicare la nostra piccola rubrica a ciò che questa giornata è chiamata a ricordare. Il 27 gennaio di settantasei anni fa le truppe russe varcarono i cancelli di Auschwitz spalancando le porte sull’orrore, un orrore prodotto dall’ideologia nazista e che nulla e nessuno potrà mai giustificare e perdonare. La Shoah rappresenta la pagina più nera della storia dell’umanità, un nero che non possiamo permetterci di dimenticare e che dobbiamo comprendere e ricordare.
Il cinema da questo punto di vista è un potentissimo strumento a nostra disposizione, uno strumento di comprensione e riflessione in grado di offrirci visuali inedite e rivelatrici per estendere la nostra comprensione del mondo, anche se, come in questo caso, è un mondo che vorremmo non fosse mai esistito. Ora, tra le numerose pellicole dedicate a questo tema oggi ne suggeriamo due accomunate da una medesima speranza, ovvero che l’arte possa essere in qualche modo un antidoto al male. La prima segnalazione è per “L’ultimo metrò” (disponibile in streaming su RaiPlay, Chili tv e Google Play) uno dei migliori film di sempre del mai troppo compianto Francois Truffaut che diresse la pellicola nel 1980 la quale, a dispetto degli anni, dimostra una freschezza e un’incisività eccezionali che fanno del film un vero capolavoro senza tempo, complice anche la grazia inarrivabile di Catherine Deneuve. Siamo nella Parigi del 1942, Marion Steiner/ Deneuve è la prima attrice del Théâtre Montmatre ma è al contempo la moglie di Lucas, regista ebreo costretto a fuggire per evitare l’arresto. In realtà Lucas/Jean Piret è nascosto nella cantina dell’edificio e da lì, con l’aiuto della moglie, continua a dirigere lo spettacolo che, ironia della sorte, o forse no, si intitola “La scomparsa”. Non ci sono dubbi, per Truffaut il teatro è Resistenza.

Resistance - La voce del silenzio
La seconda segnalazione di oggi è per “Resistance - La voce del silenzio” del regista polacco-venezuelano Jonathan Jakubowicz che racconta una pagina della vita del grande artista e mimo ebreo Marcel Marceau restata per troppo tempo ignota. Aspirante attore nella Francia dei primi Anni ’40 il ventenne Marcel/ Jesse Eisenberg non ha alcuna intenzione di farsi coinvolgere nel conflitto, ma tutto cambia quando entra in contatto con la Resistenza francese e le sue abilità di interprete e mimo diventano fondamentali per insegnare a dei piccoli orfani ebrei come comportarsi e fingere di essere ciò che non sono, un’allegra comitiva di studenti che partono per una vacanza in Svizzera. Buona visione.