Meno furti in casa, boom di truffe “on line”

I dati della Questura di Cuneo per il 2020 in Granda: lotta allo spaccio di droga, cuneesi premiati per il rispetto delle regole sul Covid

Il questore presenta l'attività svolta dagli agenti nel 2020

Meno reati contro il patrimonio, ad esempio furti in casa; ma più truffe sul web.  E momenti in cui il telefono della Questura squillava continuamente per casi di violenza domestica. In estrema sintesi, è questo il quadro della provincia di Cuneo che la Polizia di Stato fornisce per il 2020: la pandemia di coronavirus e i lock-down con cui si è cercato di contrastare il contagio hanno influito anche sulla criminalità in Granda.

Il questore Nicola Parisi ha dato appuntamento alla stampa per la presentazione dell’attività portata avanti dagli agenti nell’anno appena trascorso: “Svolgere il nostro lavoro è stato più difficile, ma abbiamo continuato a farlo”, ha detto. Gli uffici della Questura non hanno quasi mai interrotto la loro attività nonostante la pandemia. E intanto – è stato sottolineato durante la conferenza stampa – i poliziotti hanno presidiato non solo il capoluogo, ma tutto il territorio provinciale.

Il calo dei reati contro il patrimonio si deve innanzitutto alla difficoltà di spostarsi liberamente, che per i malviventi significava raggiungere gli obiettivi da colpire. Ma evidentemente anche il crimine sa ripensare la propria attività, in questo caso migrando sul web. Se poi si aggiunge che le potenziali vittime, anch’esse costrette a lungo a casa, trascorrono più tempo navigando su internet, si capisce quel + 30% che si registra nelle denunce per reati “on line”. Ci sono le truffe innanzitutto (perfino “amorose”), ma anche casi di accessi abusivi a sistemi informatici, pedofilia, diffamazione, phishing, sostituzione di persona, uso indebito di carte di pagamento. E ci sono alcuni numeri che spaventano: tramite il “Man in the middle”, strategia con cui un malintenzionato si infila nelle comunicazioni tra un venditore e un acquirente, sono stati sottratti circa 300mila euro, mentre a causa di operazioni ingannevoli di “trading on line” l’insieme delle vittime ha perso oltre 500mila euro.

A fronte della situazione anomala dovuta al coronavirus, nel 2020 la Polizia cuneese ha portato a termine importanti operazioni. Con “Family affairs” e “Sorvegliati speciali” sono stati fermati gruppi criminali a cui vengono addebitati numerosi furti in casa, mentre “Di padre in figlio” ha permesso di risolvere il caso appunto di un padre e un figlio che rubavano nell’azienda dove lavoravano entrambi; grandi sforzi sono stati dedicati alla lotta contro la droga, come provano i 51 chilogrammi di marijuana sequestrati in un anno di lavoro. I colpi in abitazione e lo spaccio di stupefacenti sono peraltro i fenomeni criminali che più trasmettono ai cittadini la sensazione di vivere in un luogo dove manca sicurezza, anche quando i dati “reali” raccolti dalle Forze dell’ordine dicono altro: anche per questo gli agenti dedicano particolare attenzione al contrasto di queste forme di criminalità.

Molto lavoro anche lungo le strade, nei mesi del lock-down e soprattutto durante la scorsa primavera, per verificare che gli spostamenti dei cittadini avvenissero soltanto per le motivazioni previste dai vari Dpcm firmati dal premier Conte. I cuneesi, riferiscono sempre dalla Questura, si sono mostrati molto rispettosi delle regole: poche le contravvenzioni erogate.