Il Piemonte resta zona gialla, ma c’è il primo Comune in rosso

È Re (750 abitanti) in val Vigezzo. Situazione in peggioramento in tutta Italia

Coronavirus Mascherina
foto SIR/Marco Calvarese

Il Piemonte resta zona gialla, con un Rt (indice di contagio) sotto l’1, ma c’è il primo Comune in rosso, nel Verbano Cusio Ossola. Re in val Vigezzo domenica 21 febbraio alle 18 entra in zona rossa. “Una decisione che si è resa necessaria dato l’improvviso incremento di casi registrato nell’ultima settimana a Re - spiega il presidente della Regione Alberto Cirio -. In questo piccolo Comune su circa 750 abitanti sono emersi 37 soggetti positivi negli ultimi 7 giorni. Non sappiamo ancora se questi casi siano dovuti a una variante, ma è comunque una incidenza molto elevata e abbiamo ritenuto necessario intervenire per tutelare la salute delle persone che popolano la vallata”. Da lunedì verrà anche sospesa l’attività didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado della Val Vigezzo, con ordinanze emesse dai Sindaci del territorio. L’ordinanza sarà valida fino a venerdì 26 febbraio.

Situazione in peggioramento - Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute, illustrato venerdì, evidenzia una situazione in peggioramento in tutta Italia. Nel rapporto si legge: “Si confermano per la terza settimana segnali di tendenza ad un graduale incremento nell'evoluzione epidemiologica che richiede misure di mitigazione nazionali e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione. Un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l'incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per Covid-19 in area critica”.

Il governo sta valutando la possibilità di prorogare il divieto di spostamento tra le regioni (in scadenza il 25 febbraio) fino al 5 marzo, data in cui scadrà il Dpcm attualmente in vigore. E non sono esclusi cambi di strategie nel contrasto all’epidemia. Il presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini ha aperto infatti alla possibilità di restrizioni omogenee per Italia. L’ipotesi è quella di una zona arancione in tutta Italia per 2 o 3 settimane (con zone rosse mirate).

I colori delle regioni - A partire da domenica 21 febbraio, tre regioni - Molise, Campania e Emilia Romagna - si colorano di arancio e si aggiungono ad Abruzzo, Toscana, Liguria, Umbria, province di Trento e di Bolzano. Tutte le altre restano gialle. Nessuna regione passa formalmente in rosso, anche se nelle zone dove è stata individuata una maggiore diffusione delle varianti è possibile attivare lockdown locali, come appunto avvenuto in Piemonte.

Per conoscere le restrizioni in vigore nelle diverse aree (gialle, arancio e rosse) consultare le FAQ del Governo in questa pagina (aggiornate al 21 febbraio).