Draghi, un mix di umiltà, intelligenza e autorevolezza

È il ritratto che fa di lui Carlo Giorgis, fossanese che lavora in Bce

Giorgis Carlo

“In questo mondo in cui tutti vogliono primeggiare, uno gli aspetti che ammiro maggiormente di Mario Draghi è la sua umiltà, la sua pacatezza, accompagnate da grande autorevolezza”. Sono parole di Carlo Giorgis, fossanese che lavora alla banca centrale europea (Bce) e che abbiamo raggiunto in videoconferenza nella sua abitazione, durante una domenica di lockdown alla tedesca. Carlo abita a Francoforte con la moglie Serena e i due figli dal 2014, dunque ha avuto modo di conoscere il nuovo capo del Governo italiano durante il suo lungo mandato in Bce, dal 2011 al 2019. “Il Presidente della Bce è come l’amministratore delegato di una grande azienda - spiega -, collaborano con lui solo i top manager. Tuttavia, ho avuto modo di incontrarlo una volta per una questione di lavoro nel Consiglio di amministrazione della Bce e in svariate occasioni informali”.

“Ciò che mi ha colpito è la sua intelligenza fuori dal comune, e di conseguenza la sua competenza: Draghi è capace di cogliere subito il problema - afferma Giorgis interpellato a proposito delle doti umane che più gli sono rimaste impresse -. Inoltre, è un grande ascoltatore, qualità che in questi tempi scarseggia assai. Ascolta molto e parla poco, e quando lo fa è pragmatico, decide senza alzare la voce, con grande umiltà. Anche nelle occasioni informali (come lo scambio di auguri a Natale), ha sempre trovato un momento per scambiare due parole con tutti”.
Non è un “maschio alfa”, la sua è una “leadership naturale, quando parla tutti lo ascoltano”. Alla Banca europea “è ancora molto stimato” ha lasciato “un ricordo incredibile” anche se ovviamente non tutti, soprattutto in Germania, durante il mandato in Bce erano sempre allineati con le sue posizioni.

“Tuttavia, è il pensiero di molti miei colleghi, se il Capo dello Stato lo ha chiamato significa che l’Italia è davvero messa male, nello stesso tempo se c’è qualcuno che può aiutare l’Italia a risolvere i suoi problemi e a realizzare le riforme necessarie, questo è Mario Draghi. Lavorare in un’istituzione europea come la Bce non è facile - conclude Giorgis - perché bisogna mettere d’accordo tanti Paesi con interessi talvolta contrastanti, alla ricerca di una sintesi. A questo proposito Draghi si è rivelato essere un fine politico”. Una qualità che gli sarà estremamente utile alla guida del Governo in Italia, dove il tasso di litigiosità è altissimo e dove i vari partiti che lo sostengono (già lo abbiamo visto in questi primi giorni) sono più inclini alla ricerca del consenso che a lavorare insieme per il bene comune dell’Italia.