Quaresima: una catena di preghiera in tutta Europa per le vittime del Covid

Card. Bagnasco (presidente Ccee), “segno di speranza per guardare insieme ad un futuro migliore”

Mani In Preghiera

Una catena di preghiera in tutta Europa, a partire dal Mercoledì delle Ceneri e per tutto il periodo quaresimale, per le oltre 770.000 persone che nel nostro continente sono morte a causa del Covid-19. A lanciare l’iniziativa è il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), per “ribadire – si legge in un comunicato diffuso oggi – la vicinanza della Chiesa a tutti coloro che lottano a causa del coronavirus: le vittime e le loro famiglie, i malati e gli operatori sanitari, i volontari e tutti coloro che sono in prima linea in questo momento così delicato”. “Abbiamo valutato insieme l’opportunità, anzi il dovere di ricordare nella santa messa le vittime, le tantissime vittime della pandemia”, spiega in un video-messaggio il card. Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi europei. “Ogni Conferenza episcopale d’Europa si è impegnata nell’organizzazione di almeno una messa: sarà come creare una catena di preghiera, una catena eucaristica in memoria e in suffragio di tante persone. In questa preghiera vogliamo anche ricordare le famiglie che hanno subito dei lutti e tutti coloro che ancora in questo momento sono colpiti dal morbo e sono incerti sulla propria vita”.
La catena di preghiera vede coinvolte tutte le Conferenze episcopali d’Europa secondo un calendario che accompagna la vita delle Chiese cattoliche europee per tutto il periodo quaresimale. Aderisce all’iniziativa anche l’Italia e, giovedì 4 marzo, mons. Stefano Russo celebra una messa a Roma nella cappella della Conferenza episcopale. L’iniziativa “vuole offrire un segno di comunione e di speranza per l’intero Continente”. “Noi vescovi d’Europa – aggiunge il presidente del Ccee – siamo tutti uniti accanto alle nostre comunità cristiane, ai nostri sacerdoti, grati a tutti coloro che continuano a dedicarsi alle persone più bisognose, per sostenere con la nostra parola e soprattutto con la nostra preghiera il loro impegno affinché possiamo guardare insieme ad un futuro migliore”.

(fonte SIR)