Firmato il nuovo Dpcm, resterà in vigore fino a dopo Pasqua

Scuole chiuse nelle regioni rosse, con la facoltà nelle altre regioni di chiudere gli istituti se, a livello locale (anche in singoli comuni o province), si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti per 7 giorni consecutivi.

Roberto Speranza

L’allarme per la risalita dei contagi, anche per effetto delle varianti, è alto, e così il nuovo Dpcm sul Covid, il primo firmato da Mario Draghi, conferma la linea del rigore prorogando le principali restrizioni nelle diverse zone. “Il principio guida è la tutela della salute” ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza che, insieme al ministro per gli Affari regionali e della Salute, Mariastella Gelmini, lo ha presentato stasera (martedì 2 marzo) in una conferenza stampa congiunta. “Per far ripartire il Paese occorre vincere la battaglia sanitaria – ha sottolineato -. E a questo proposito lancio un appello: un’epidemia non si vince solo con un dpcm, ma con il contributo di tutti i cittadini chiamati a seguire le regole base: mascherine, distanziamento, niente assembramenti…”.
Il Dpcm sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, con regole e divieti anche a Pasqua e Pasquetta. Mantiene la divisione in zone colorate, con i medesimi criteri. “Un tavolo tecnico con le Regioni – ha detto la Gelmini - aprirà più avanti la discussione sui parametri da adottare per il futuro, suggerendo eventuali modifiche”. La ministra ha fatto notare che il Dpcm è il frutto di un “confronto che ha coinvolto il Parlamento, i rappresentanti delle regioni e degli enti locali”. Inoltre, esce con anticipo, in modo che tutti possano prenderne coscienza e prepararsi in tempo.

Il Dpcm conferma la chiusura serale per bar e ristoranti, lo stop agli spostamenti tra regioni (fino al 27 marzo); piste e impianti di sci restano chiusi fino al 6 aprile. In zona rossa chiudono anche barbieri, parrucchieri e centri estetici.

La novità più importante riguarda le scuole. Vengono chiuse nelle regioni rosse, con la facoltà nelle altre regioni di chiudere gli istituti se, a livello locale (anche in singoli comuni o province), si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti per 7 giorni consecutivi. Una soluzione che recepisce le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, preoccupato per la variante inglese che risulta molto contagiosa anche tra i ragazzi e i bambini. E dunque capace di “accendere” focolai nelle famiglie.

Infine, dal 27 marzo, nelle zone gialle, cinema e teatri potranno aprire anche il sabato e nei giorni festivi, con posti a sedere preassegnati su prenotazione telefonica.