Lanciano gatta nel canile: muore per i morsi

Al Pinco Pallino di Fossano - L'animale era stato chiuso all'interno di una borsa: "Ferita, continuava a farci le fusa"

La gatta lanciata nel canile

Volevano evidentemente liberarsi della loro gatta: l’hanno lanciata, chiusa all’interno di una borsa, all’interno del Pinco Pallino, rifugio per animali di Fossano. Il felino è caduto in un’area impiegata per lo "sgambamento" dei cani, che a turno, a mano a mano che venivano liberati, hanno morso quell’insolito fagotto. Quando i gestori della struttura hanno capito che stava accadendo qualcosa di strano, era ormai troppo tardi: la micia è morta poco dopo, nonostante l’intervento di un veterinario.
La borsa con la gatta è stata lanciata all’interno del Pinco Pallino probabilmente nella notte fra il 2 e il 3 marzo scorso. Il responsabile l’ha fatta “volare” al di sopra della rete di recinzione.

Il 3, come ogni mattino i gestori della struttura hanno incominciato ad aprire i box, permettendo ai cani di raggiungere l’area di sgambamento: questi ultimi – liberati in gruppo o da soli, a seconda che siano compatibili o meno l’uno con l’altro – si godono lo spazio aperto mentre il box viene pulito, finché vengono richiamati al loro interno con del cibo. Proprio al momento della “colazione”, i gestori si sono accorti che qualcosa non andava. Spiega Monica, responsabile dei volontari che frequentano il Pinco Pallino: “Avevamo già fatto uscire sei cani: mentre puliamo un box lo chiudiamo, e dall’interno non possiamo vedere che cosa succede nell’area di sgambamento. Dopo la pulizia i cani rientrano volentieri per mangiare, ma quel mattino una femmina non rientrava”. A quel punto la scoperta: “La gatta – prosegue Monica – era dentro una borsa morbida, che era stata masticata: si vedevano i buchi. L’ultimo cane a cui avevamo aperto, la femmina, è più grande degli altri ed era riuscita ad aprire la borsa. La gatta era sotto shock e paralizzata, con midriasi delle pupille. Abbiamo prestato le prime cure, poi l’abbiamo portata dal veterinario. Eravamo fiduciosi perché non sembrava che ci fossero lesioni mortali, ma è morta poche ore dopo”.

La borsa in cui la gatta è stata chiusa

Non è la prima volta che un gatto viene abbandonato al Pinco Pallino. E se l’abbandono di un animale è sempre un atto deplorevole, almeno negli altri casi il felino non è stato lanciato, al di là della rete di recinzione, “in pasto ai cani” come di fatto è successo con la sventurata gatta. Gatta che, conclude Monica, “molto probabilmente fino a poco prima era a casa del suo padrone”: “Era profumata e, nonostante le ferite, mentre l’accarezzavo faceva le fusa”.

Altra “aggravante”, per quanti abbandonano il proprio gatto, è il lasciarlo chiuso all’interno del trasportino: se qualcuno non lo nota il tempo, l’animale è condannato a morire di stenti. Vicende di questo tipo sono purtroppo ben note al Pinco Pallino. Con cani, gatti e perfino furetti, il rifugio di frazione Cussanio ospita alcuni animali sottratti al macello: ci sono un bue, una capra, dei cavalli e un maiale.

La recinzione del Pinco Pallino