Disuguaglianze: 1 persona su 3 nel mondo non ha accesso all’acqua pulita

L'Oxfam lancia una campagna di raccolta fondi, “Dona acqua, salva una vita”, fino al 28 marzo

Acqua Bambini Iraq Credit Tommy Trenchard
(foto Tommy Trenchard)

Nel mondo 2,2 miliardi di bambini, donne, uomini non possono nemmeno lavarsi le mani perché 1 persona su 3 non ha accesso all’acqua pulita, e più di 1 su 2 (ovvero circa 4,2 miliardi di persone) è costretto a vivere senza servizi igienico-sanitari adeguati. Per assicurare acqua pulita e servizi igienico-sanitari adeguati a quante più persone possibile, prevenendo un’ulteriore diffusione della pandemia in Paesi del tutto impreparati, Oxfam Italia lancia la campagna di raccolta fondi “Dona acqua, salva una vita”. Fino al 28 marzo, mese in cui si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, si potrà offrire un piccolo, ma prezioso contributo con un sms solidale o chiamata da telefono fisso al 45584.

Già prima del Covid-19, la carenza di acqua uccideva ogni anno circa 830mila persone, costrette a bere e lavarsi con acqua sporca o contaminata, con 297mila bambini sotto i 5 anni – 800 al giorno – colpiti da malattie ed epidemie. Basti pensare che il 50% della malnutrizione infantile era dovuta all’uso di acqua non sicura e servizi igienici inadeguati: 818 milioni di bambini, soprattutto nei Paesi più poveri, non avevano neanche la possibilità di lavarsi le mani nella propria scuola. Solo in Yemen e Siria 35 milioni di persone non hanno accesso a fonti d’acqua sicure, ma anche Iraq, Palestina, Libano e Paesi sub-sahariani sono particolarmente colpiti, perché il virus è andato ad aggiungersi a guerre, siccità e altre crisi climatiche. Luoghi senza ospedali, infrastrutture o reti idriche, vaccini anti-Covid, dove un bambino sotto i 5 anni ha una probabilità 20 volte maggiore di morire per l’uso di acqua contaminata, che a causa di conflitti e violenza.

(fonte Sir)