A passi rapidi verso la zona rossa

"Serve un lockdown immediato" è l'allarme lanciato dall’Ordine dei Medici di Torino

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Il Piemonte si avvia a passi rapidi verso la zona rossa. Nella nostra Regione i nuovi contagi settimanali sono 301 su 100mila abitanti (in provincia di Cuneo il valore è più elevato, 334 su 100mila abitanti). I posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti di medicina hanno sfondato la soglia d'allarme del 40 per cento (siamo al 42%), mentre in terapia intensiva siamo al 36% (la soglia è il 30%). Oggi (10 marzo) si sono registrati 2.086 nuovi contagi, con un tasso di positività sui tamponi dell'8,8%; gli ospedali registrano +100 posti letti occupati per Covid, +16 in terapia intensiva. La pressione ospedaliera è in forte crescita tanto che oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha deciso di sospendere i ricoveri no Covid.

Quasi sicuramente la zona rossa scatterà lunedì 15 marzo, ma c'è chi la invoca da subito. "In Piemonte serve un lockdown immediato - afferma il presidente dell’Ordine dei Medici di Torino, Guido Giustetto -. La situazione epidemiologica attuale in Piemonte vede un costante aumento, giorno dopo giorno, dei contagi e dei ricoveri per Covid-19, con il concreto rischio di saturazione dei reparti ospedalieri. Come Ordine dei Medici di Torino riteniamo che la zona rossa debba partire immediatamente: aspettare altri giorni non ha alcuna logica né dal punto di vista sanitario né dal punto di vista economico e sociale. Il pericolo maggiore è infatti che la situazione di qui alla prossima settimana possa aggravarsi ulteriormente causando, di conseguenza, un più marcato aumento dei contagi, dei pazienti ricoverati e purtroppo dei decessi. Ma non solo: una chiusura tardiva, oltre a essere meno efficace, rischia anche di rivelarsi più lunga e quindi meno sopportabile per le attività economiche e per le ripercussioni sotto il profilo sociale e psicologico. Abbiamo alcune stime - è l'allarme dell'Ordine dei Medici di Torino - secondo cui l’incidenza di persone positive in Piemonte, che al 7 marzo era di 277 ogni 100 mila abitanti, potrebbe raddoppiare entro le prossime due settimane a parità di condizioni. È demenziale che il Governo assuma decisioni sulla base di rilevazioni risalenti a 10 giorni prima, utilizzando un sistema farraginoso che non tiene conto di tutti i dati già a disposizione e delle proiezioni possibili. Intervenire quando la situazione è ormai fuori controllo non serve".