“Il semaforo antismog impedisce troppe lavorazioni agricole”

Il “semaforo antismog” adottato dalla regione Piemonte per prevenire il superamento dei limiti previsti per le polveri sottili sta suscitando grande preoccupazione tra gli agricoltori.
Quando scatta "semaforo rosso" vige il divieto di distribuzione di fertilizzanti, ammendanti, correttivi contenenti azoto; non si può spandere letame o liquame. La distribuzione di letame e liquami è ammessa “solo tramite l’iniezione diretta o l’interramento immediato. Non sono previste deroghe per la concimazione di copertura”.
“In alcuni casi – spiega Corrado Bertello, segretario di zona Coldiretti - è impossibile interrare immediatamente l’ammendante. Prendiamo ad esempio il letame: si fa un primo passaggio per lo spandimento poi si procede all’aratura. Non si tratta di operazioni “contestuali”, come richiede la delibera. Nel caso dello spandimento sui prati stabili il letame non si interra proprio: sarebbe una contraddizione in termini, il prato si concima ma non si ara. Inoltre i diversi tipi di concimazione hanno un impatto ambientale diverso, il liquame rilascia emissioni molto più elevate rispetto al letame; il concime azotato ha un impatto limitato e in questa stagione, tra l’altro, viene assorbito dal terreno nel giro di pochissime ore. Di queste differenze non si tiene conto.
Coldiretti ha inviato all’assessorato regionale e allo stesso presidente Cirio una serie di proposte che la stessa Comunità europea considera a bassissimo livello emissivo; si tratta di operazioni agronomiche sostenibili per le aziende e che possono contribuire a limitare le emissioni.

Il servizio completo su La Fedeltà di mercoledì 17 marzo 2021