Diocesi della provincia di Cuneo, di Pinerolo, Diaconia Valdese Valli e Associazione Provinciale Cuneese Case di Riposo tornano unite, dopo quattro mesi dal primo appello, a chiedere al presidente della Giunta della Regione Piemonte, Alberto Cirio, un aiuto concreto per sostenere la grave crisi economica e gestionale delle strutture per anziani e disabili, aggravata dalla situazione pandemica contingente.
Le residenze per anziani non ce la fanno più, sono in grande sofferenza e, se non si interverrà concretamente con la massima urgenza, molte di esse dovranno chiudere, con rilevanti ricadute a livello territoriale.
La pandemia ha generato un aumento esponenziale dei costi per gli acquisti dei dispositivi di sicurezza individuali, per la sanificazione, per la riorganizzazione gestionale e per l’aumento ingiustificato delle polizze assicurative; contemporaneamente, ha portato ad una riduzione di posti letto occupati a causa sia della complessità delle indicazioni fornite dall’unità di crisi della Regione Piemonte circa i nuovi inserimenti in struttura, sia del timore delle famiglie legato alle procedure di isolamento preventivo e all’impossibilità di poter far visita ai propri cari e anche in relazione ai mancati convenzionamenti da parte delle ASL.
La Regione ha stanziato per le Residenze per anziani 30 milioni di euro sotto forma di ristori, con l’obiettivo di sostenere le prestazioni di tipo sanitario, socio-sanitario e socio-assistenziale. La legge regionale 3 (nella quale è inserita la misura a favore delle Rsa) è stata approvata il 26 gennaio scorso dal Consiglio regionale, le regole per l’assegnazione dei ristori hanno avuto il via libera dalla Giunta un mese dopo, il 19 febbraio.
Da allora è trascorso un altro mese, ma le strutture non hanno ricevuto nulla.
L’Associazione provinciale Cuneese Case di Riposo, i Vescovi delle Diocesi cuneesi e di Pinerolo, la Diaconia Valdese e Confcooperative Cuneo chiedono quindi con forza di non far morire queste realtà territoriali che, solo nella provincia di Cuneo e nel pinerolese, hanno circa 4.600 posti letto accreditati e 3.000 lavoratori. Un primo appello era stato già lanciato quattro mesi fa, a inizio dicembre. “Molto spesso, sono i motori delle realtà più marginali – evidenziano in un nuovo appello congiunto inviato al Presidente della Regione Cirio nei giorni scorsi –. Non si può negare il problema mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, aspettando che la criticità si risolva da sé, con la chiusura delle strutture. Chiediamo con forza, a tutela degli ospiti, delle famiglie e di tutti i lavoratori che, a vario titolo, sono coinvolti, che la Regione Piemonte, attraverso i suoi Assessorati, attivi immediatamente azioni concrete ed efficaci, a supporto di tutto il comparto delle case di riposo piemontesi, che non possono più attendere solo promesse”.
“Le case di riposo non possono più attendere solo promesse”
Il grido d'allarme al Presidente della Regione delle diocesi cuneesi, di Pinerolo, della Diaconia Valdese e di Confcooperative Cuneo