Gerusalemme, non sarà una Pasqua a porte chiuse

Ne è convinto il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. A far ben sperare in celebrazioni 'quasi' normali è il successo del piano vaccinale israeliano che potrebbe riverberare i suoi effetti positivi anche sui luoghi di culto, come il Santo Sepolcro, cuore delle celebrazioni pasquali

Gerusalemme Basilica Santo Sepolcro 2019
Gerusalemme: pellegrini alla Basilica del Santo Sepolcro prima della pandemia

Su 9 milioni di abitanti oltre 5 milioni hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti-Covid e circa 4,3 milioni anche la seconda: prosegue a gonfie vele la campagna di vaccinazioni in Israele che si attesta così al primo posto per percentuale di popolazione immunizzata. Con i contagi in discesa il Paese si appresta a riprendere, seppure ‘in sicurezza’, gran parte delle proprie attività economiche. Ristoranti, hotel, caffè, eventi culturali, attrazioni turistiche, penalizzati dalle restrizioni anti-contagio, tornano gradualmente ad essere operativi, grazie anche al Green Pass, il passaporto vaccinale. Nel frattempo, Israele ha cominciato a vaccinare anche i palestinesi che lavorano nel Paese o negli insediamenti in Cisgiordania. Ad oggi sono oltre 100 mila quelli che hanno ricevuto la prima dose. L’introduzione del passaporto vaccinale faciliterà anche i luoghi di culto, anche se le autorità sanitarie non escludono possibili restrizioni in concomitanza con Pesach, la Pasqua ebraica (28 marzo – 4 aprile), e con quella cattolica (4 aprile).
Una possibilità che non sembra preoccupare più di tanto il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, che al Sir si dice convinto che “la prossima Pasqua non sarà la stessa umiliata e dimessa del 2020” che fu ‘a porte chiuse’. E aggiunge: “Già adesso stiamo celebrando i nostri riti quaresimali in maniera ‘quasi’ normale, senza particolari restrizioni, ma sempre mettendo in pratica tutte le precauzioni anti-Covid, come l’igienizzazione delle mani, il distanziamento e soprattutto l’uso della mascherina. Raccomandazione che facciamo ai fedeli che partecipano in numero ogni volta crescente, ai riti come la Via Crucis, le veglie del sabato notte al Santo Sepolcro e le peregrinazioni. L’ultima, la quarta del tempo Quaresimale, si è svolta il 18 marzo, da Betania, nel santuario che sorge alle spalle del monte degli Ulivi, alla chiesa del Padre Nostro. Se consideriamo l’andamento molto positivo del piano di vaccinazione nazionale è lecito pensare che per fine mese le restrizioni potrebbero essere ulteriormente allentate”.

La speranza non taciuta del Custode è “celebrare la Settimana Santa nel modo più degno possibile. Senza le folle – è chiaro – vista l’assenza dei pellegrini, ma certamente non in quella maniera dimessa e umiliata dello scorso anno”. Quindi “la Domenica delle Palme faremo la processione da Betfage a Gerusalemme, con una sosta al Dominus Flevit come l’anno scorso quando ci fermammo a pregare per Gerusalemme. Il Patriarca latino... Continua a leggere

(fonte SIR)