“Posso bruciare le sterpaglie?”

Dubbi dopo l'introduzione del nuovo Piano per l'aria: in certi casi, a rischio perfino i barbecue

La Regione Piemonte ha dichiarato, dal 26 marzo, lo stato di massima pericolosità per quanto riguarda gli incendi boschivi, come vi abbiamo spiegato qui. Ma al di là di questo pericolo - e dei divieti straordinari che ne conseguono -, una volta tornati alla normalità, si possono o meno bruciare le sterpaglie? È una domanda che probabilmente molti residenti in campagna e montagna, dove questa pratica è più diffusa, si pongono, dopo che sono state inasprite le regole per il contrasto allo smog. E la risposta è contenuta, almeno “sulla carta”, nel Piano straordinario per la qualità dell’aria che la Regione Piemonte ha introdotto.

Gli “abbruciamenti” rientrano nelle nuove misure dedicate all’Agricoltura che, rispetto a quelle precedenti, si distinguono non solo per essere più rigorose, ma anche per essere applicate ad una fetta di territorio più ampia (tutta la pianura e la collina) e per un periodo di tempo più lungo (dal 15 settembre di ogni anno fino al 15 aprile del successivo). Palazzo Lascaris ha fissato lo scorso 1° marzo come giorno per il debutto delle regole introdotte; ma di fatto queste ultime non sono “operative” finché i sindaci dei Comuni coinvolti non le inseriscono in ordinanze ad hoc. In questi giorni è stato il "turno" di Fossano. Nella sua ordinanza sulla qualità dell’aria (qui il testo integrale), il sindaco di Fossano Dario Tallone si occupa (anche) degli abbruciamenti, che sono vietati, conferma il testo firmato dal primo cittadino, su tutto il territorio di pianura e di collina del Piemonte fino al 15 aprile 2021 e dal 15 settembre 2021 al 15 aprile 2022, “ad eccezione unicamente delle deroghe conseguenti a situazioni di emergenza fitosanitaria disposte dalla competente autorità” (disposizioni ad hoc riguardano i residui della coltivazione del riso, di scarso interesse per il Fossanese).

Non è tutto. Se si prevede un peggioramento della qualità dell’aria che fa scattare l’«allerta arancione» secondo il nuovo modello di “semaforo” ambientale, sempre nel periodo compreso fra il 15 settembre e il 15 aprile a Fossano e in numerosi altri Comuni si applica il “divieto assoluto per qualsiasi tipologia di combustioni all’aperto”, dunque anche per iniziative come barbecue e “falò rituali” e sempre con l’eccezione di “situazioni di emergenza fitosanitaria disposte dalla competente autorità”; il divieto si applica, a maggior ragione, in caso di “allerta rossa”.