Bollettino Covid Piemonte: in 7 giorni scesi di oltre il 20% i ricoveri ordinari negli ospedali

I morti hanno sfondato quota 11mila. Vaccini: ha ricevuto la prima dose quasi un piemontese su tre. Con il passaggio in zona gialla, prevedibilmente i positivi torneranno a crescere

Report Covid 23 Aprile

Prosegue anche oggi il calo del numero dei positivi al Covid in Piemonte: sono 18.445 (circa 2.300 in meno di martedì scorso, quasi 5mila in meno rispetto a 7 giorni fa). Dietro c’è il calo dei positivi in isolamento domiciliare, scesi a 15.723 (-4.164 rispetto a venerdì scorso, cioè -21%); diminuisce anche il numero di quanti sono ricoverati in ospedale, soprattutto nei reparti ordinari 2.447 (-746 in rapporto a venerdì, cioè -23,4%), decisamente meno nelle terapie intensive che ospitano ancora 275 malati colpiti dal Covid (-17 nell’ultima settimana, -5,8%). Anche se la pressione si allenta, i numeri assoluti sono ancora alti, soprattutto nelle terapie intensive, dove la percentuale di occupazione dei posti letto è al 44% (bel oltre il 30%, soglia di allerta fissata dal Ministero).
Secondo il bollettino Covid odierno nell’ultima settimana il tasso di positività (percentuale di positivi sui tamponi effettuati) è rimasto stazionario, poco sotto il 4,5%. Continua a crescere senza sosta, come in tutto il Paese, il numero dei decessi: mercoledì 21 aprile in Piemonte i morti hanno sfondato quota 11mila, oggi siamo a 11.104 (205 morti nell’ultima settimana).

Vaccinazioni
Sono 27.380 le persone che hanno ricevuto oggi il vaccino contro il Covid in Piemonte. Dall’inizio della campagna si è proceduto all’inoculazione di 1.352.089 dosi, di cui 406.661 come seconde: tradotto in percentuale significa che ha ricevuto la prima dose il 31,6%, cioè quasi un piemontese su tre, mentre è completamente vaccinato il 9,5%, cioè meno di uno su dieci.

Con il passaggio in zona gialla, i positivi torneranno a crescere
Una considerazione finale ripresa dal sito web del Sole24ore, nella sezione aggiornata con i numeri del coronavirus. “Le ormai imminenti riaperture, con il passaggio in zona gialla di numerose Regioni (in Piemonte avverrà lunedì 26, ndr), pongono numerosi interrogativi sul futuro dell’epidemia – scrive Maria Tersa Island -: soprattutto considerando che in passato ogni periodo trascorso con l’applicazione delle zone gialle è stato propedeutico a una ripresa dell’infezione e ad ulteriori nuove restrizioni. Da un punto di vista strettamente epidemiologico non ci sono le condizioni per immaginare un andamento diverso (la somma tra vaccinati e immunizzati per via naturale non offre per ora una sufficiente copertura della popolazione) e appare quindi inevitabile una nuova fase di crescita dei positivi individuati. A cambiare, però, potrebbe e si spera dovrebbe essere la manifestazione clinica dell’epidemia: con il progredire delle vaccinazioni nella popolazione più anziana (ricordiamo che oltre il 96% dei decessi si è verificato in chi ha più di 60 anni il 94% tra gli ultra 70enni) la Covid-19 dovrebbe avere un minore impatto in termini di ricoveri ospedalieri e soprattutto di decessi. Un passo avanti importante, che però non eliminerà nel breve periodo né le forme gravi sulla popolazione più giovane, né su quella anziana ancora da vaccinare, né tantomeno il rischio di una circolazione sostenuta del virus all’interno della popolazione più giovane con la possibile comparsa di varianti resistenti alla risposta immunitaria”.