Rapina a Grinzane Cavour, la ricostruzione dei Carabinieri

Minacce di morte, un pugno alla moglie e la figlia bloccata con fascette di elettricista: poi il gioielliere ha sparato - Rintracciato il terzo malvivente, ferito

Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire la dinamica della rapina avvenuta ieri (mercoledì 28 aprile) nella gioielleria Roggero nella frazione Gallo di Grinzane Cavour: due rapinatori sono morti, colpiti dal titolare che ha reagito sparando, mentre un terzo, in fuga, è stato rintracciato all’ospedale di Savigliano.
Secondo una prima ricostruzione, due malviventi, a cui in seguito se n’è aggiunto un terzo, sono entrati nella gioielleria, dove hanno minacciato di morte il titolare, la moglie e la figlia con un coltello e una pistola (quest’ultima poi risultata finta, ma priva del tappo rosso che permette di capire che non è una vera arma); la moglie sarebbe stato colpita con un pugno e la figlia immobilizzata con fascette da elettricista. I banditi si sono fatti consegnare numerosi gioielli; quando poi hanno tentato di prendere il denaro nella cassa, il titolare avrebbe reagito sparando alcuni colpi con la pistola che deteneva legalmente.
I cadaveri dei due aggressori colpiti a morte sono stati trovati all’esterno, ad alcuni metri dalla gioielleria; il terzo – un 34enne di Alba, rimasto ferito – è fuggito, ma nella notte è stato rintracciato all’ospedale di Savigliano, dove è stato sottoposto a fermo.
“Nelle immediatezze del fatto – spiegano in una nota dalla Procura di Asti –, oltre ai rilievi tecnici eseguiti da personale dell’Arma, il pm Davide Greco e i militari hanno sentito il titolare della gioielleria, la moglie, la figlia e altre persone testimoni del fatto. Sono in corso di acquisizione le immagini delle videocamere funzionanti nell’area; presto verrà dato incarico di consulenza autoptica e balistica. Gli approfondimenti investigativi proseguono al fine di chiarire l’esatta dinamica degli eventi dando il massimo delle garanzie di partecipazione alle indagini a tutte le parti coinvolte”.
Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Alba e del Nucleo investigativo di Cuneo.