Card. Bassetti (Cei): raccogliamo la sfida del Sinodo

Il card. Bassetti ha dedicato la parte più ampia della sua introduzione ai lavori dell'Assemblea della Cei, aperta ieri da Papa Francesco, al tema della sinodalità

Assemblea generale della Cei, Introduzione del card. Gualtiero Bassetti.
Roma 25 maggio 2021 - Assemblea generale della Cei, introduzione del card. Gualtiero Bassetti (foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La ricchezza di questa nostra storia conferma che la sinodalità, come stile, metodo e cammino, è perfettamente coerente con un percorso che abbraccia cinque decenni, tanto più per la consapevolezza di un ‘cambiamento d’epoca’ in atto”. Introducendo i lavori della 74ª Assemblea generale dei vescovi italiani – in corso all’Hotel Ergife di Roma fino al 27 maggio – il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha tracciato un ampio excursus sulla storia della Chiesa italiana, a partire dalla prima assemblea generale e passando per piani pastorali e convegni decennali. “Come nei primi Anni Settanta, così oggi la Chiesa che è in Italia è chiamata a un discernimento che generi conversione, comunione e corresponsabilità”, l’impegno assunto a nome della Cei rivolgendo “un pensiero affettuoso e devoto a Papa Francesco, che ieri ha aperto l’assise episcopale. “Disegnare forme rinnovate è la nostra responsabilità odierna”, ha spiegato Bassetti: “La Chiesa che è in Italia – la nostra Chiesa, le nostre Chiese – non è mai stata e mai sarà in contrapposizione a Pietro, al Suo Magistero, alla Sua Parola. Per questo, oggi, come è sempre avvenuto nella nostra storia, ci sentiamo chiamati a vivere la sinodalità, a disegnare un cammino sinodale”. Un cammino, non un semplice evento, “perché in gioco è la forma di Chiesa a cui lo Spirito ci chiama in particolare per questo tempo”.

La sfida che attende i vescovi è allora quella di “mettere in campo percorsi sinodali capaci di dare voce ai vissuti e alle peculiarità delle nostre comunità ecclesiali, contribuendo a far maturare, pur nella multiformità degli scenari, volti di Chiesa nei quali sono rintracciabili i tratti di un 'Noi' ricco di storia e di storie, di esperienze e di competenze, di vissuti plurali dei credenti, di carismi e ministeri, di ricchezze e di povertà”. “È uno stile che domanda una serie di scelte che possono concorrere a rappresentare la forma concreta in cui si realizza la conversione pastorale alla quale Papa Francesco insistentemente ci richiama”, ha osservato il cardinale: “È uno stile che vuole riconoscere il primato della persona sulle strutture, come pure che intende mettere in dialogo le generazioni, che scommette sulla corresponsabilità di tutti i soggetti ecclesiali, che è capace di valorizzare e armonizzare le risorse delle comunità, che ha il coraggio di non farsi ancora condizionare dal ‘si è sempre fatto così’, che assume come orizzonte il servizio all’umanità nella sua integralità. È un cambio di rotta quello che ci viene chiesto: le possibili tappe del ‘cammino’ ci permetteranno di familiarizzare con questo stile, perché esso possa arrivare a permeare il quotidiano dei nostri vissuti ecclesiali”. La prima strada da intraprendere, per il presidente della Cei, è quella del “noi ecclesiale”: “un Noi ecclesiale allargato, inclusivo, capace di favorire un reciproco riconoscimento tra i credenti”, un “cammino di popolo” che ha bisogno di “una responsabilità condivisa da parte di tutti”, compresi i laici e le laiche e tutti coloro che “sono presenti nei mondi della cultura, della politica, dell’economia”. Servono “riconciliazione ecclesiale” e “riconciliazione col mondo”, che è sinonimo di empatia: no ad estremismi e violenze, sì a “ponti di comprensione con tutti”... continua a leggere

Assemblea generale della Cei, Introduzione di Papa Francesco (foto Siciliani-Gennari/SIR)
Roma 24 maggio 2021 - Assemblea generale della Cei, introduzione di Papa Francesco (foto Siciliani-Gennari/SIR)

(fonte SIR)