Sergio Mattarella: “La Repubblica, un cantiere aperto sul futuro”

Verso il 2 giugno, i 75 anni della Repubblica (1946-2021): un dossier di Famiglia Cristiana

Famiglia Cristiana

«La Repubblica è stata un formidabile strumento di civiltà. Ed è un cantiere impegnato a progettare il futuro. Protagonisti ne sono e devono esserne, come è fondamentale in un sistema democratico, i cittadini». Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, affida a Famiglia Cristiana, che la pubblica nel numero in edicola questa settimana, un’approfondita riflessione sul referendum istituzionale svoltosi 75 anni fa, sul cammino fin qui percorso e sulle nuove sfide che ci attendono. Il suo articolato intervento apre un ampio dossier sull'importante anniversario che contiene le analisi del gesuita padre Giovanni Sale, dello storico Agostino Giovagnoli, dell'ex ministro Rosy Bindi e del sociologo Mauro Magatti.
«Il 2 giugno 1946 fu un punto di svolta - scrive il Presidente -: dopo gli orrori del fascismo e del nazismo che avevano voluto la guerra, l’Italia pose le basi di un ordinamento democratico, che assumeva come proprio orizzonte gli ideali coltivati nella lotta di Liberazione e le speranze diffuse di pace». «Il referendum del 2 giugno aprì una nuova fase - osserva ancora il Capo dello Stato -, dando avvio a un momento storico di ricomposizione. Anzitutto ricomposizione dell’unità nei diritti e nei doveri. Nel 1946 votarono per la prima volta, in tutta Italia, le donne. Con la Repubblica avvenne inoltre qualcosa di significativo nel profondo nell’animo del Paese: la ricostruzione dell’identità della nazione italiana». Quel passaggio epocale che ci ha consegnato «libertà e democrazia vitalmente connesse con il pluralismo» ha permesso al nostro Paese di superare indenne le varie tempeste che si sono abbattute. «Il passaggio alla Repubblica - sottolinea Mattarella -, favorì una crescente coesione, rese la società civile e le sue energie sociali, morali, culturali, protagoniste e decisive anche nei tornanti più difficili e insidiosi della nostra storia recente. L’attacco portato dal terrorismo alle giovani istituzioni repubblicane fu battuto proprio grazie alla responsabilità maturata nei cittadini, nei corpi intermedi, nei ceti intellettuali, tra i giovani, nelle istituzioni. I drammatici disastri naturali che hanno colpito in questi decenni i nostri territori hanno messo in luce la capacità del popolo italiano di riprendersi dalle avversità e ricominciare. Il progresso realizzato dall’Italia in questi 75 anni è stato straordinario: promosso lo sviluppo, sconfitto l’analfabetismo, debellate diffuse e insidiose malattie sociali, riconosciuti i diritti sui luoghi di lavoro, creato un sistema di sicurezza sociale che consente ai cittadini di trovare sostegno anche di fronte a dure avversità».