“The shift” – “Estate ’85”

The shift

THE SHIFT
di Alessandro Tonda; con Clotilde Hesme, Adamo Dionisi, Adam Amara, Jan Hammenecker, Steve Driesen.

ESTATE ‘85
di François Ozon; con Félix Lefebvre, Benjamin Voisin, Philippine Velge, Valeria Bruni Tedeschi, Melvil Poupaud.

Bruxelles. Una giornata come le altre, una mattina come le altre, una scuola come le altre o forse no. Eden e Abdel sono due ragazzi come gli altri, o forse no. Al grido di “Allah Akbar” sparano sui loro compagni poi uno dei due si fa esplodere, è una carneficina. Il fondamentalismo religioso ottenebra le loro menti, oscura i loro cuori, il Corano c’entra poco o niente, è il fanatismo ideologico che detta tempi e modi. I corpi dei loro coetanei sono a terra, le sirene della polizia e delle ambulanze tagliano l’aria. Adamo (Adamo Dionisi) e Isabelle (Clotilde Hesme) sono a fine turno ma vengono richiamati in servizio, c’è bisogno anche di loro per portare via i feriti. Caricano un ragazzo privo di sensi, ha numerose ferite sul volto, sembra grave, con la loro ambulanza si dirigono verso il primo ospedale. Ma poi di colpo il ragazzo si riprende, ha una bomba, vuol farla esplodere, per Adamo e Isabelle quell’ambulanza potrebbe diventare la loro bara. Da lì in poi la loro vita (e non soltanto la loro) si trasforma in una partita a scacchi.
Opera prima di Alessandro Tonda che insieme a Davide Orsini ha anche scritto soggetto e sceneggiatura, “The shift” è un film coraggioso e avvincente che interseca con successo due impianti narrativi, quello del thriller urbano e del pamphlet sociale che riflette sulle problematiche dell’immigrazione nord africana in Europa e le difficoltà di integrazione. Ritmo, tensione, buona direzione degli attori per una storia credibile che Tonda racconta senza (falsa) retorica e sensazionalismi televisivi. Da vedere.

Estate 85
Tutt’altro registro ma ancora gli adolescenti come protagonisti per il film di Francois Ozon “Estate ‘85”. Era dai tempi del suo diploma alla scuola di cinema “La Femis” che Ozon aveva intenzione di portare sullo schermo il romanzo di Adam Chambers “Danza sulla mia tomba”, una storia d’amore che dietro la parvenza del “teen movie” cela toccanti riflessioni sul senso della vita e sul valore delle relazioni, quasi un thriller esistenziale che pone al centro della vicenda l’amore e la (difficile) maturazione di due adolescenti. Una tragedia sfiorata li fa conoscere - Alexis viene salvato da David dal rischio di naufragio al largo delle coste della Normandia - e l’aria della tragedia cova sotto la cenere anche quando l’amicizia tra i due adolescenti sembra trasformarsi in amore. Un po’ “Il tempo delle mele”, un po’ “Belli e dannati” , Alexis e David ci raccontano la bellezza indimenticabile dell’estate e dell’essere giovani ma anche la difficoltà di crescere, quasi una citazione visiva di Paul Nizan
(“Avevo vent’anni. Non permetterò a nessuno di dire che questa è la più bella età della vita… È duro imparare la propria parte nel mondo…” “Aden, Arabia”).
E poi le musiche, dai Cure, a Rod Stewart…
Premio del pubblico alla XV edizione della Festa del cinema di Roma (2020) e 12 nomination ai Premi Cesar, un film da vedere.