Le religioni s’incontrano nella sede dei Caschi blu

Il contingente italiano in Libano ha organizzato un momento di confronto fra i rappresentanti delle varie confessioni presenti nel Paese

Incontro interreligioso nella sede dei Caschi blu in Libano

Oggi (martedì 22 giugno), nella base “Millevoi” di Shama che è la sede dei Caschi blu del Contingente italiano in Libano (di cui fa parte la Taurinense con militari anche di casa a Fossano), si è svolto il primo incontro interreligioso tra i rappresentanti delle principali confessioni del sud del Paese dopo la pandemia da Covid-19 e i lockdown adottati dalle autorità. L'iniziativa è stata organizzata dal comandante del «sector West» della missione Unifil, il generale di Brigata Davide Scalabrin, che ha voluto incontrare per la prima volta insieme le principali autorità religiose presenti nell’area di responsabilità italiana.

In particolare, erano presenti il nunzio apostolico in Libano monsignor Joseph Spiteri, l’arcivescovo greco melchita di Sidone e Tiro Elie monsignor Bechara Haddad, l’arcivescovo metropolita greco ortodosso di Tiro Sidone e Marjiyoun monsignor Elias Kfouri, il mufti sciita sceicco Hassan Abdullah, il mufti sunnita sceicco Issam Kassab e, in rappresentanza dell’arcivescovo maronita di Tiro Charbell Abdallah, padre Tony Elias.

Tema dell’incontro “La fede: conforto e speranza per il genere umano provato nel corpo e nello spirito dalla recente pandemia e dall’attuale crisi economica”. Il dialogo tra i rappresentanti religiosi ha dato modo di confrontarsi sulle risposte che la fede può dare ad ogni essere umano in momenti difficili come quello che stiamo vivendo.

“In un clima sereno e cordiale, basandosi sugli elementi comuni che costituiscono i pilastri della pace e dell’armonia tra le varie comunità, tutti hanno convenuto sull’importanza del dialogo e della convivenza pacifica tra i diversi culti - spiegano dall’Esercito italiano -. Tutte le autorità religiose presenti all’incontro hanno rivolto apprezzamento e gratitudine ai caschi blu italiani, per il contributo fornito al mantenimento della stabilità e della sicurezza nell’area del Sud del Libano, sempre agendo secondo i principi di imparzialità e dialogo con la popolazione libanese. A suggellare questo momento di incontro, è stato piantato un albero d’ulivo, simbolo di pace e di speranza per un futuro e un mondo migliori, un futuro positivo che incontri come quello odierno rendono sempre più realizzabile”.