Carità del Papa, offri per venire incontro alle necessità dei fratelli

Domenica 27 giugno la colletta in tutte le chiese - Le ragioni e la modalità di una pratica antica

Carita del Papa locandina 2021

Un atto di generosità, che può essere fatto in ogni momento dell’anno, sotto forma di donazione, per sostenere l’attività di magistero e di guida della Chiesa universale del Papa, che ha un doppio profilo: apostolico e caritativo. È l’Obolo di San Pietro, una pratica antica quanto la Chiesa, e che la Chiesa celebra con la Giornata per la carità del Papa domenica 27 giugno in tutte le parrocchie e diocesi italiane. Nel 2020, a causa dell’emergenza sanitaria, la giornata venne spostata al 4 ottobre, festa di San Francesco; quest’anno torna nella collocazione temporale originale, tradizionalmente intorno alla solennità dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno.

“Un modo semplice per prenderci cura degli altri, proprio come accadeva nella Chiesa primitiva, e per far sì che i nostri cuori battano all’unisono”. Così monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, propone ai parroci di “dare un segno di amore al Papa” invitando i fedeli a partecipare alla colletta durante le messe di domenica 27 giugno. “In questo anno segnato dal dolore e dal lutto - scrive Russo - il cuore del Papa ha restituito una speranza a persone stanche e debilitate dagli affanni e dall’incertezza: a Roma, in Italia e negli angoli più lontani del mondo, in quelli nascosti e spesso dimenticati”. Partecipare attivamente alla Giornata è “una questione di cuore: che si dilata, che accelera la sua corsa per sostenere uno sforzo, che porta linfa fino alle periferie, che irrora e diffonde calore”.
Furono gli anglosassoni, alla fine dell’ottavo secolo, dopo la loro conversione, a decidere di inviare in maniera stabile un contributo annuale al Papa per le sue attività di vescovo di Roma. Nacque così il “Denarius Sancti Petri” (Elemosina a San Pietro), che ben presto si diffuse nei Paesi europei. L’Obolo di San Pietro, come si chiama oggi, ha però origini ben più antiche: nasce con lo stesso cristianesimo - come si legge negli Atti degli Apostoli - la pratica di sostenere materialmente coloro che hanno la missione di annunciare il Vangelo, perché possano impegnarsi interamente nel loro ministero, prendendosi anche cura dei più bisognosi.

Comunione con il Papa e attenzione alle necessità dei fratelli: sono i due binari in cui si esprime il valore allo stesso simbolico e pratico di questa forma di solidarietà verso coloro che hanno più bisogno nel mondo, a cui ciascuno di noi può contribuire. Oltre alla colletta durante le messe di domenica 27, basta un “clic” sul sito dell'Obolo di san Pietro per trovare tutte le informazioni utili sulla modalità in cui far pervenire la propria offerta, con la quale i fedeli partecipano alle iniziative di bene del vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale. Grazie alle donazioni all’Obolo e alle altre raccolte, il Papa può offrire un aiuto a diocesi povere, istituti religiosi e fedeli in gravi difficoltà. Poveri, bambini, anziani, emarginati, vittime di guerre e disastri naturali, profughi e migranti vengono raggiunti tramite i diversi enti che si occupano della carità del Papa. L’invito è dunque a contribuire, ognuno secondo le proprie possibilità. Un piccolo gesto, in sé, ma con un grande significato.