Quando la terra brucia

Mentre andiamo in stampa con l’ultimo numero prima della pausa estiva, in cui La Fedeltà continuerà tuttavia ad essere presente attraverso il web, arrivano le immagini terribili del fuoco che sta devastando il nord della Sardegna e della corsa contro il tempo per arginare le fiamme. Sono immagini che spesso ci è capitato di vedere, in tante parti del nostro paese. La sensazione di fronte a tutto ciò è simile a quella davanti ad un monumento deturpato, una tela distrutta, un’opera d’arte unica e irripetibile che viene violentata e perduta per sempre. Ed è così, ogni volta che si attenta alla natura. “Ogni volta che la terra brucia, perdiamo tutti qualcosa, del passato e del futuro” ha scritto in un post Geppi Cucciari. Poche parole che dicono tutto. Stiamo perdendo un’opera d’arte, che avrà bisogno di anni per tornare ad essere ciò che era. E tutto questo ancor prima di pensare al danno economico, che è comunque importante. Importantissimo, in un paese che ha nel turismo la sua carta vincente. E la potrebbe e la dovrebbe giocare meglio. In questo fine luglio in cui la parola d’ordine è ripartenza, dopo un anno e mezzo così strano, doloroso e difficile su vari fronti, queste immagini sono sconfortanti. Ancor più se su tutto c’è l’ombra del dolo. Una brutta fotografia in questa estate che vorremmo fatta solo di speranza e di cose belle.