“Mascherina più i vaccini. E andrà meglio dello scorso anno”

Il punto di Maurizio Sarotto, presidente di Medicinsieme: “I contagi aumentano, ma non è il caso di spaventarci”

Maurizio Sarotto
Maurizio Sarotto - Foto d'archivio

È una strana vacanza estiva quella che ci apprestiamo a vivere (per chi non lo ha già fatto) con l’arrivo del mese di agosto, contrassegnata da tanti elementi contraddittori: un virus in crescita, ma ospedali per fortuna ancora vuoti di pazienti Covid. E una campagna vaccinale che avanza sì, ma non per tutti. Medicinsieme, con i suoi 14 medici e 22 mila pazienti, è un ottimo punto di osservazione per tastare il polso della situazione a Fossano e Oltrestura. Ne parliamo con Maurizio Sarotto, medico di base e presidente dello studio medico associato.

La curva dei contagi sta risalendo. Si comincia a percepire anche nel vostro gruppo?

Sì, anche se non ancora a livelli critici. Per un mesetto non abbiamo osservato nuovi casi. Ora, da un paio di settimane, c’è - mettendo insieme tutti i medici - almeno un caso al giorno. Sono per la maggior parte giovani, spesso al rientro dalle vacanze, che finiscono per contagiare i familiari. In gran parte sono paucisintomatici. Personalmente, dall’inizio dell’estate io non ho registrato casi più seri. Ma ho conoscenza di un caso problematico che si è verificato negli ultimi sette giorni.

Previsioni?

Credo che non dovremo lasciarci spaventare troppo dall’aumento dei contagi, che pure ci sarà. Non penso che andrà come l’anno scorso, soprattutto per le conseguenze gravi, i ricoveri e i decessi. Per fortuna, infatti, quest’anno possiamo contare sui vaccini. Ed è una bella differenza.

A proposito, come va la vaccinazione tra i vostri mutuati? Avete anche voi avuto a che fare con gli “irriducibili” all’iniezione?

Il nostro “polso” è soprattutto sugli over 60, che abbiamo contattato direttamente per la vaccinazione. In questa fascia di età posso dire che la grande maggioranza era ed è favorevole al vaccino. Non c’è stato bisogno di convincerla, ma soltanto di fornire qualche spiegazione in più. Gli altri - quelli che hanno bisogno di essere convinti - sono coloro che non si convincono. Non saprei quantificarli: forse 1 su 20. Ma non ricordo un caso di una persona contraria che abbia cambiato idea.

La Regione - d’accordo il vostro sindacato - vi chiede di “stanarli”... e ricondurli a ragione.

Quel che ci chiede la Regione lo leggiamo sui giornali. Ma la verità è che “in trincea” le informazioni - e i mezzi - arrivano con il contagocce. Basti guardare l’esperienza delle vaccinazioni degli over 60...

Quanti ne avete fatti passare?

Siamo arrivati a 2.400 su circa 6.000 mutuati ultra 60enni, numero che comprende chi è andato nei centri vaccinali dell’Asl, i pazienti fragili o allergici (che noi non potevamo vaccinare), gli ospiti delle case di riposo, chi ha preso il Covid nei tre-sei mesi precedenti e, in ultimo, anche i refrattari al vaccino. Il 7 agosto avremo l' ultima seduta di richiamo. Poi veramente basta. È stata una fatica bestiale. Giorni passati a implorare le dosi, che andavano prioritariamente ai centri dell’Asl. E poi il pasticcio di AstraZeneca, l’unico vaccino che noi eravamo autorizzati a utilizzare. Peccato che sia poi stata sdoganata la vaccinazione eterologa. E così, a chi chiedeva Pfizer come seconda dose, dovevamo rispondere che noi non potevamo. E che la facoltà di scelta - come la libertà di vaccinarsi senza prenotazione - era una prerogativa riservata a chi si era svegliato per ultimo. E che non si era rivolto ai medici di base.

C’è qualcuno che ha rifiutato la seconda dose di AstraZeneca?

Sì, c’è stato.

La sua opinione?

È che in questa campagna vaccinale si è fatta tanta confusione. Vendendo certezze anziché chiarezza. Parlo dei decisori politici - a tutti i livelli -, non della scienza che ha fatto fino in fondo la sua parte. La confusione nasce da qui: dalla volontà di tranquillizzare ad ogni costo, spesso negando la realtà, indicando obiettivi irraggiungibili. E promettendo quel che non si poteva mantenere. È valso anche per i vaccini che, come ogni altro farmaco, non sono a rischio zero. Detto questo, inviterei a inserire nelle scuole, oltre alla lingua straniera, anche concetti elementari di statistica, ormai pane quotidiano nelle nostre vite, che ci aiuterebbero a fare scelte consapevoli. Come quella di vaccinarsi senza farsi condizionare da numeri irrisori, peraltro finora legati al vaccino soltanto da correlazioni temporali e non da un dimostrato rapporto di causa-effetto.

Come va con le altre malattie? La Sanità extra-Covid ha cominciato a riprendersi?

Va migliorando. Molti ambulatori, reparti specialistici stanno cominciando ad aprire. Ma ci sono liste d’attesa pazzesche. Per una visita ortopedica non urgente ci vogliono almeno due mesi, per una pneumologica tre, per una oculistica quattro. A Fossano va pure peggio. Non si capisce più nemmeno se i servizi sono stati sospesi oppure cancellati. Penso ad esempio alle visite diabetologiche, che ora si fanno a Savigliano o Mondovì. Complessivamente, siamo ancora lontani dal servizio minimo.

Un consiglio ai cittadini. Qual è il punto fermo da cui non tornare più indietro?

L’uso di “Santa mascherina”. Anch’io - come altri - guardavo con scetticismo, prima della pandemia, ai turisti orientali che le indossavano. E invece avevano ragione loro. Basti pensare al tracollo dell’influenza di quest’inverno. Spero che entrino a far parte delle nostre abitudini, anche quando non ci sarà più alcun obbligo. Averla sempre al polso e indossarla, ad esempio, quando si entra in un negozio affollato. Sarebbe una buona norma.

Su "la Fedeltà" di mercoledì 28 luglio