Volontari da tutta la Granda al centro vaccinale della Protezione civile

Si alternano tutti i giorni, dalle 8 alle 20. La struttura è attrezzata con dodici linee

Covid Protezione civile centro vaccinale

Il servizio è cominciato ad aprile. E da allora non si è più fermato. La sede regionale della Protezione civile, in via Granatieri di Sardegna, è diventata un punto di riferimento a livello provinciale della campagna di vaccinazione, come la tensostruttura del Movicentro a Cuneo, la Crusà neira a Savigliano, le ex officine Bertello a Borgo... 
Ora, come stabilito con delibera del 29 luglio, l’Amministrazione Tallone ha utilizzato parte del fondo Covid assegnato dallo Stato, per contribuire alle spese di allestimento e di funzionamento della struttura. Si tratta complessivamente di 81 mila 280 euro. Di questi, 70 mila sono stati destinati all’acquisizione dei container; gli altri 11 mila 280 per coprire i pasti dei volontari.   
Il sito fossanese è stato strutturato e potenziato un poco alla volta, sostituendosi agli angusti e inadeguati spazi del Poliambulatorio che avevano tenuto a battesimo i primi passi della campagna. Oggi conta su dodici linee vaccinali, articolate in quattro container doppi (uno dei quali allestito con il contributo della Fondazione Crf) e otto singoli, al cui interno (numero aggiornato a lunedì 6 settembre) sono state somministrate - da medici e infermieri dell’Asl e medici di famiglia - 35.293 dosi a cittadini di Fossano e dintorni. 

Come hanno avuto modo di sperimentare i tanti che ne hanno usufruito, il luogo è presidiato con ammirevole dedizione da volontari della Protezione civile, che si alternano tutti i giorni, dal lunedì al sabato (quando necessario, anche la domenica), dalle 8 alle 20, garantendo l’accoglienza e l’accompagnamento degli utenti alle linee vaccinali. “I nostri volontari arrivano da tutta la Granda - spiega il coordinatore provinciale Roberto Gagna -. Adesso ci sono quelli del Saviglianese, luglio è stato coperto dai volontari della  Langa, poi toccherà a quelli del Cebano-Monregalese. La fatica è grande, come grande è lo spirito di sacrificio che li anima”.

I volontari sono una decina al giorno. Arrivano al mattino e se ne vanno la sera, dopo aver consumato pranzo al sacco (i tre-quarti d’ora di pausa non bastano per sedersi a tavola, al bar o al ristorante). Il loro servizio proseguirà fino a quando resterà in piedi la campagna. E se è vero che presto si partirà con la terza dose, avranno da lavorare ancora per un po’. “Siamo a disposizione dell’Asl e dei medici” - commenta Gagna che poi aggiunge. “Una sola cosa mi dispiace: con tutte queste linee avremmo la potenzialità di smaltire, con lo stesso impegno, mille vaccini al giorno. Purtroppo, tranne rare volte, non ci siamo mai avvicinati a questa cifra”.

Su "la Fedeltà" di mercoledì 8 settembre