L’Unitre verso i 40 anni di attività

Così si è concretizzato il sogno di Beppe Maiolino: ai nastri di partenza un nuovo anno accademico

Scherzare sull’età, lo sanno tutti, è rischioso. Ecco un motivo in più per non parlare di “terza età” ad una signora che sta per compiere 40 anni...

In questo 2021 comincia l’anno accademico che traghetterà ai quattro decenni di attività l’Unitre di Fossano. Che un tempo era sì chiamata “Università della terza età”, anche perché era prevista una soglia minima per i partecipanti, e che oggi è definita più correttamente “Università delle tre età”, dal momento che la sua offerta è rivolta a tutti i maggiorenni. “Lunedì 29 novembre 1982, nel salone del Centro italiano femminile di via Vescovado, iniziava il primo Anno accademico dell’Unitre di Fossano, con la prima lezione del corso di «Scienze naturali» tenuta da Domenico Romita - racconta l’attuale presidente, Riccardo Stella -. Prendeva così forma e sostanza quella fantastica intuizione nata dalla fervida mente del maestro Beppe Maiolino, il suo ideatore e fondatore, l’uomo che fece della scuola la sua ragione di vita”.

Un po’ di storia
In attesa che cominci nelle prossime settimane il nuovo anno accademico, proprio il presidente Stella ripercorre per i lettori de “la Fedeltà” i momenti più importanti nella storia dell’Unitre: “È dal mondo della scuola, e precisamente dal Distretto scolastico, che mosse i primi passi l’Unitre, concretizzando di fatto quel principio di «Educazione permanente» sancito nei decreti delegati che diedero origine appunto ai Distretti scolastici. Da allora l’Unitre ha fatto molta strada, tanto che con l’Anno accademico che inizia a metà ottobre compirà 40 anni di attività: si può affermare che ha messo ormai profonde radici nel tessuto socio-culturale della nostra città. L’Unitre è diventata una splendida e palpitante realtà, in cui il concetto di Educazione permanente ha superato i propri confini, operando profonde trasformazioni nella vita di chi la frequenta, in una miscela di situazioni dove il risveglio di interessi ormai sopiti, o la scoperta di interessi nuovi, hanno dato un nuovo significato alla vita quotidiana, favorendo il sorgere di nuove motivazioni, di nuove conoscenze, di nuovi contatti interpersonali, di occasioni di socializzazione che si sono rivelati, in molti casi, come un formidabile antidoto contro lo spettro dell’invecchiamento e della solitudine”.

Come si accede
“All’Unitre - continua Stella - ogni associato ha la facoltà di accedere gratuitamente e liberamente ad un ampio ventaglio di proposte, in cui la frequenza trova la sua dimensione più autentica, quella della ricerca degli interessi individuali, del piacere dell’esplorazione, della conoscenza delle «altre» realtà che ci circondano, del confronto con gli altri associati, e diventa quindi il «veicolo» attraverso il quale ognuno può trovare un arricchimento personale e proiettarsi verso orizzonti più ampi. Salvo alcune eccezioni, ogni corso ha una cadenza quindicinale o mensile, normalmente di pomeriggio, il che significa che chi desidera frequentare l’Unitre non deve necessariamente rinunciare ad altri interessi o ad altri impegni. La frequenza dell’Unitre, infatti, dipende soltanto dalle scelte individuali che, non essendoci alcun tipo di obbligo, sono dettate esclusivamente dagli interessi personali di ogni iscritto”.
La sede si trova al numero 4 di via Salita al Castello, come volle a suo tempo l’ingegner Francesco Bongioanni, ed è intitolata al figlio di lui Gian Piero, tragicamente scomparso; il periodo di chiusura durante la pandemia di Coronavirus, lo scorso anno, è stato l’occasione di ristrutturare questi spazi, ora più accoglienti e funzionali anche grazie alla nuova collocazione della segreteria. “Per iscriversi - prosegue il presidente - è sufficiente aver compiuto la maggiore età. Non occorre alcun titolo di studio e, soprattutto, non è necessario «essere all’altezza». Basta avere un pizzico di curiosità, il bisogno di capire la realtà che ci circonda, il desiderio di ampliare i propri orizzonti, la voglia di un contatto umano che vada al di là della routine quotidiana, il tutto in un ambiente sereno, familiare, stimolante, nel quale c’è spazio per tutti”.
Per questo, com’era solito dire lo stesso Maiolino, “l’Unitre è la scuola più bella del mondo, l’unica dove gli allievi non possono essere bocciati perché li ha laureati la vita”.
Associazione senza scopo di lucro, l’Unitre si autofinanzia mediante le quote associative annuali che vengono versate al momento dell’iscrizione; può contare inoltre sul contributo annuale della Fondazione Crf, proprietaria dello stesso edificio che ospita l’Unitre.

Una rivista
Una bella realtà ha bisogno di una rivista per raccontarsi, e l’Unitre non fa eccezione. Anche in questo caso tutto comincia con Maiolino, che fondò l’«Unitre informa» come strumento di comunicazione per gli iscritti. La rivista piacque così tanto da diventare l’organo ufficiale d’informazione per tutte le Unitre italiane;  si continuava a stamparla a Fossano. Venuto meno questo ruolo, l’«Unitre informa» non è scomparsa, ma ha continuato ad uscire due volte all’anno per i fossanesi: al numero di settembre, che offre informazioni utili sui corsi che stanno per cominciare, si aggiunse - complice l’impegno dell’allora presidente Giovanni Vergano - quello di aprile, pensato soprattutto per l’intrattenimento dei lettori. Intanto, dopo la morte di Maiolino, la proprietà della rivista è passata alla moglie, la vedova Maddalena, che nel 2020 l’ha infine ceduta alla stessa Unitre; direttore responsabile della rivista è oggi Luigina Ambrogio, firma storica de “la Fedeltà” che tuttora continua a raccontare Fossano.