BUONE PRATICHE – Il Comizio agrario di Mondovì a servizio di un’agricoltura sostenibile

Il parco del castello di Rocca De Baldi

Dalle cattedre ambulanti di inizio ‘900 ai campi sperimentali di oggi, il fil rouge che caratterizza gli oltre 150 anni di storia del Comizio agrario di Mondovì - l'unico rimasto attivo in Italia - è l'impegno a "educare il mondo rurale", come scriveva il primo presidente a fine 800, per un progresso dell'agricoltura consapevole.

Quest'impegno oggi si declina in diversi progetti che il Comizio agrario realizza nel parco del Castello di Rocca De Baldi dove gestisce una piattaforma sperimentale. "In collaborazione con l’Università di Torino - Facoltà di Agraria stiamo lavorando sul miglioramento della qualità del suolo – spiega Attilio Ianniello (foto sotto), direttore del Comizio agrario -; l’obiettivo è di individuare le pratiche colturali in grado di migliorare la biodiversità microbica. Inoltre abbiamo in corso un progetto per valutare l’influenza positiva delle buone pratiche agricole sulla presenza e diffusione di farfalle e insetti utili all’agricoltura".

Il Comizio agrario sta infine raccogliendo e conservando le antiche varietà di frutta della provincia, in particolare mele. "Noi conosciamo appena il 4-5% delle proprietà vegetali. Dunque è importante che si conservino le varietà antiche, in attesa che la ricerca scientifica faccia passi avanti e si possano per esempio conoscere nuove proprietà nutritive o medicinali di alcune varietà" - spiega Ianniello. Alcune di queste varietà, quelle che incontrano il gusto dei consumatori, vengono proposte alle aziende per la coltivazione in frutteto.

Il servizio completo su La Fedeltà di mercoledì 13 ottobre 2021