Allevamento all’Isola, niente “sospensiva” per i lavori

Ma il ricorso al Tar per la presunta anomalia sulle autorizzazioni continua il suo iter: "Prevarrà il rispetto di regole e buon senso"

Bene Isola allevamento intensivo
Foto di Costanza Bono

I lavori possono continuare, perché la “sospensiva” non è stata concessa; ma in seguito il Tar interverrà su quell’«ampliamento e contestuale rilocalizzazione di esistente allevamento avicolo» nella frazione Isola di Bene Vagienna con una sentenza che potrebbe, di fatto, costringere ad abbattere quanto si è costruito.

In questi giorni il Tribunale amministrativo regionale del Piemonte si è pronunciato sul ricorso presentato dal gruppo “Isola 2021”, formato da alcuni residenti nella frazione che si oppongono alla costruzione - attualmente in corso - di un allevamento di polli capace di accogliere 106mila capi. Il gruppo si era rivolto al Tar affinché “siano verificate tutte le condizioni che hanno portato al rilascio delle varie autorizzazioni”, fra le quali vi è un evidente conflitto: il Comune di Bene Vagienna, che ha rilasciato il Permesso di costruire per l’allevamento, ha infatti autorizzato una struttura da 29mila capi, mentre quando la pratica è giunta in Provincia, per il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale, è emerso quel numero ben maggiore - 106mila - che ha indotto alcuni residenti di Isola a protestare. “Il Tar - commentano da «Isola 2021» in una nota - non ha ritenuto di dover sospendere i lavori di costruzione dell’impianto avicolo, ritenendo i due procedimenti, l’Autorizzazione integrata ambientale e il Permesso di costruire, staccati tra di loro, benché il primo fosse una conseguenza errata, secondo il nostro parere, del secondo. Sapevamo di essere in ritardo sulla richiesta di invalidare l’Autorizzazione integrata ambientale, perché venuti a conoscenza di essa troppo tardi; ma il ricorso ci consentiva di richiedere tale misura e così è stato fatto. Ci teniamo a fare presente che questa risposta del Tar non scalfisce minimamente quello che sarà il percorso del nostro ricorso, che tra molte altre cose si basa, come più volte detto, sul perché sia stata chiesta ed ottenuta un’autorizzazione palesemente sopra i limiti consentiti dal Piano regolatore del Comune. Nel proseguimento del ricorso siamo certi che prevarrà il rispetto delle leggi, delle regole e del buon senso”. Su questo primo intervento del Tar interviene anche l’avvocato Claudio Demaria, che insieme al collega Andrea Porro rappresenta “Isola 2021”: “È stata respinta la sospensiva, ma nel merito si deve ancora discutere: prevediamo un iter di anni. Il problema è che l’Autorizzazione integrata ambientale della Provincia pone un limite a 1.000 quintali per l’allevamento, mentre il Comune ha autorizzato soltanto 480 quintali di animali. Noi sosteniamo che l’allevamento non potesse essere ampliato o, al più, fino a un massimo di 480 quintali secondo il Comune: c’è una differenza notevolissima, ma quella del Comune è stata la prima autorizzazione richiesta. La differenza è notevole anche in quanto alle ricadute sulla popolazione residente”.

L’altro nodo sollevato da “Isola 2021” riguarda la genesi dell’allevamento a cui si sta lavorando. Secondo il gruppo, si tratta di una realtà del tutto nuova e non dell’«ampliamento e contestuale rilocalizzazione» di una struttura già esistente, che è sì presente all’Isola ma sarebbe inattiva da tempo. Non è, questo, un elemento secondario della vicenda: un allevamento che nasce “ex novo” è infatti tenuto a rispettare una distanza dalle case presenti ben maggiore di quella che viene imposta quando ci si limita ad ampliare e trasferire una struttura già presente.

In un recente incontro con i residenti di Isola, il sindaco di Bene Vagienna Claudio Ambrogio ha assicurato l’appoggio dell’Amministrazione comunale contro il progetto dell’allevamento così come si presenta oggi, cioè da 106mila capi. “Noi abbiamo autorizzato una struttura da 29 mila capi: ci metto la faccia, cerchiamo un rimedio”, ha detto il primo cittadino.