Dal Pnrr fondi per “salvare” la Strada dei cannoni

Busca torna a chiedere aiuto per far rinascere l'itinerario "in quota" fra le valli Maira e Varaita: sul tavolo l'ipotesi di farne una seconda Via del sale

Di “resilienza” ne ha mostrata molta, resistendo al trascorrere del tempo e alle intemperie, nonostante la scarsa manutenzione: ora si deve passare all’altra parola-chiave di questi tempi, “ripresa”. Dal Pnrr (appunto Piano nazionale di ripresa e resilienza) arrivano, tramite la Regione Piemonte, 250mila euro per il recupero della Strada dei cannoni, la bellissima sterrata che si snoda sullo spartiacque fra le valli Maira e Varaita fino ai piedi del Pelvo d’Elva. Giunge così finalmente una buona notizia per la valorizzazione turistica di questo itinerario, che merita un’attenzione ben maggiore di quella finora ottenuta.

A voler essere precisi, oggi la Strada dei cannoni non è neppure percorribile per intero se si viaggia con un mezzo a motore, che non può proseguire oltre il colle Birrone: a introdurre il divieto, durante l’estate, è stato il “padrone di casa”, cioè il Comando delle truppe alpine, che ha così deciso dopo aver constatato “rischi per l’incolumità”, dovuti alla carreggiata troppo stretta e alla carenza di slarghi dove si possano effettuare eventuali manovre. Sono ostacoli – questi – che si potrebbero superare attraverso un intervento di restauro, che lo stesso Demanio militare non ostacolerebbe affatto: quest’ultimo, anzi, ha avviato la pratica per la cessione del sedime stradale ai vari Comuni nel cui territorio la Strada dei cannoni si snoda. Il guaio è che questi ultimi non si sono finora messi d’accordo sul futuro da destinare alla Strada dei cannoni: fino a poco tempo fa, non aveva pertanto avuto seguito l’invito, lanciato dal sindaco di Busca agli omologhi degli altri paesi interessati, ad impegnarsi nella ricerca di fondi che permettano messa in sicurezza e valorizzazione turistica. Un segnale positivo finalmente è arrivato, grazie a Pnrr e Regione:  “Sono davvero felice di questa bella notizia – afferma il primo cittadino di Busca, Marco Gallo –. Ora possiamo davvero partire con il nostro progetto, che evidentemente merita importanti investimenti: predisponiamo subito un primo lotto di lavori che potrebbero essere avviati già al termine del prossimo inverno. Mesi fa mi ero fatto promotore, anche a nome di altri sindaci dei Comuni attraversati dalla strada, di una ricerca di fondi a questo scopo e ora desidero ringraziare il presidente Alberto Cirio e la Giunta regionale che hanno dimostrato di credere nel nostro progetto, che unisce due vallate e dieci comuni”.

Per quanto riguarda l’aspetto economico, servirà uno sforzo ulteriore, non trascurabile: a fronte dei 250mila che giungono dal Pnrr,  lo studio predisposto dall’Ufficio tecnico del Comune di Busca “quantifica in circa due milioni di euro la cifra necessaria per mettere in sicurezza tutta l’infrastruttura”. Altro aspetto su cui potrebbe essere difficile trovare un accordo è il tipo di utenti a cui l’«offerta» della Strada dei cannoni, dopo il restauro, sarà rivolta: alcuni vorrebbero che l’itinerario fosse riservato ad escursionisti a piedi o in bicicletta, mentre altri preferirebbero consentire il passaggio anche dei mezzi a motore come si è fatto per l’Alta via del sale.

Quando finalmente si concluderà l’iter per la cessione del sedime stradale da parte del Demanio militare, il futuro della bella sterrata “in quota” dipenderà quasi esclusivamente dalla buona volontà degli amministratori locali. “La Strada dei cannoni – conclude il sindaco di Busca – può diventare uno dei punti di riferimento del turismo provinciale. Il contributo di 250mila euro costituisce un primo passo concreto, cui dovranno seguirne altri, che dovranno coinvolgere tutti gli enti locali interessati, che hanno già promesso, per il momento soltanto a parole,  di volerci sostenere. È indispensabile un lavoro congiunto per raggiungere un obiettivo davvero importante per lo sviluppo turistico delle nostre aree marginali. A Busca ci crediamo con forza”.