L’unica Italia che continua a crescere è quella che abita all’estero

Rapporto Migrantes sugli Italiani nel mondo: sono 5,6 milioni (+3% nell’ultimo anno); nel 2020 se ne sono andate 109.528 persone

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(foto European Commission)

L’unica Italia che continua a crescere è quella che risiede all’estero: al 1° gennaio 2021 sono 5.652.080 gli italiani residenti all’estero (il 9,5% degli oltre 59,2 milioni di italiani residenti in Italia) con un aumento del 3% nell’ultimo anno, pari a 166mila presenze. Al contrario l’Italia ha perso 384mila residenti sul suo territorio. È quanto emerge dalla 16ª edizione del Rapporto italiani nel mondo 2021 curato dalla Fondazione Migrantes e presentato martedì 9 novembre a Roma. Il 45% degli oltre 5,6 milioni di iscritti all’Aire (l’anagrafe per gli italiani all’estero) ha tra i 18 e i 49 anni, il 15% sono minori, il 20,3% ha più di 65 anni. La Sicilia è la comunità più numerosa all’estero, con oltre 798mila iscrizioni, seguita da Lombardia, Campania, Lazio e Veneto.
Ci sono più italiani in Argentina (884.187, il 15,6%) che in Germania (801.082, 14,2%), tantissimi sono anche in Svizzera (639.508), Brasile, Francia, Regno Unito e Stati Uniti. I cittadini italiani residenti oltre confine negli ultimi sedici anni sono aumentati dell’82%, le donne in particolare dell’89,4%. Un processo che è, allo stesso tempo, di femminilizzazione e di familiarizzazione. “A partire sono sicuramente oggi moltissime donne alla ricerca di realizzazione personale e professionale, ma vi sono anche tanti nuclei familiari con figli al seguito, legati o meno da matrimonio”, si legge nel rapporto.
Stando ai dati dell’Ufficio centrale di statistica del Ministero dell’Interno aggiornati all’inizio del 2020, su quasi 5,5 milioni di residenti all’estero, le famiglie sono 3.223.486.  Da 10/15 anni, inizio del revival della mobilità italiana, c’è stato +76,8% di aumento dei minori; +179% circa l’aumento dei cittadini iscritti all’Aire tra i 19 e i 40 anni; +158,1% i nati all’estero da cittadini Aire; +128,6% le acquisizioni di cittadinanza e +42,7% le iscrizioni all’Anagrafe con la motivazione espatrio. Le iscrizioni da meno di cinque anni sono aumentate del +24,4%, quelle al di sopra di 10 anni del +127,8%.

La pandemia frena ma non arresta le partenze
Gli italiani hanno continuato ad emigrare anche durante l’anno 2020 della pandemia, anche se con cifre ridimensionate. Un trend che contrasta con i valori in continuo aumento da 10/15 anni. Nel 2020 sono partiti 109.528 italiani, -21.408 persone rispetto all’anno precedente (variazione del -19,5%). Il 54,4% (59.536) sono maschi, il 66,5% (72.879) celibi o nubili, il 28,5% (31.268) coniugate/i, il 2,2% divorziate/i (2.431). Da gennaio a dicembre 2020 si sono iscritti all’Aire 222.260 cittadini italiani, il -13,7% dall’anno prima quando erano quasi 258mila. Il 49,3% si è iscritto per espatrio (nel 2020 era 50,8%); il 36,0% lo ha fatto per nascita all’estero (nel 2020: il 35,5%); il 5,9% per reiscrizione da irreperibilità (nel 2020: il 6,7%); il 3,2% per acquisizione di cittadinanza (nel 2020: 3,6%); lo 0,5% per trasferimento dall’Aire di un altro Comune (nel 2020: lo 0,7% nel 2020) e il 5,0% per altri motivi (nel 2020: il 2,7%).

“Già da questi dati è evidente che la mobilità degli italiani con la pandemia non si è arrestata – sottolinea il rapporto -, ma ha sicuramente subito un ridimensionamento che non riguarda, però, le nuove nascite all’estero da cittadini italiani, ma piuttosto le vere e proprie partenze, il numero cioè dei connazionali che hanno materialmente lasciato l’Italia recandosi all’estero da gennaio a dicembre 2020”. Nonostante la generale riduzione, le caratteristiche complessive restano invariate rispetto al 2020: si tratta, cioè, di una mobilità prevalentemente maschile, giovane (il 42,8% ha tra i 18 e i 34 anni, percentuale al rialzo di 2 punti percentuali rispetto all’anno precedente) e giovane adulta (il 23,1% ha tra i 35 e i 49 anni). I minori si confermano il 20,2%.
Nel generale calo registrato nel numero delle partenze, pari a -16,3%, le diminuzioni maggiori si riscontrano per gli anziani (-28,7% nella classe di età 65-74 anni e -24,7% in quella 75-84 anni) e per i minori al di sotto dei 10 anni (-20,3%): Degli oltre 109mila connazionali che hanno spostato la loro residenza dall’Italia all’estero lungo il corso del 2020, il 78,7% lo ha fatto scegliendo l’Europa come continente, probabilmente una scelta di vicinanza in tempi difficili.

p.c. (fonte Sir)