“Sul Covid teniamo la guardia alta, ma senza allarmismi”

Lo scrive di Franco Locatelli, presidente dell’istituto superiore di sanità, su "Famiglia Cristiana". Bisogna insistere con le misure di prevenzione: vaccini, richiami e mascherine

Centro Vaccinazione Anti Covid
(foto SIR/Marco Calvarese)

"Il nostro Paese, assieme a Spagna e Portogallo, gode oggi del miglior contesto epidemiologico europeo. Di conseguenza, l’allarmismo sarebbe eccessivo e fuori luogo, ma, nondimeno, sarebbe sbagliato sottostimare la ripresa della circolazione virale evidenziata anche in Italia e non inaspettata considerando che la globalizzazione sociale non permette a nessuno di potersi sentire al sicuro di ogni futuro rischio". Lo scrive nel Primo piano del numero di Famiglia Cristiana in uscita giovedì 11 novembre Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità e Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico per la pandemia COVID-19.

I dati più favorevoli, rispetto a Paesi con popolazione comparabile, hanno alla base «da un lato», spiega, «i risultati straordinari della campagna vaccinale e dall’altro il mantenimento di misure di intervento non farmacologico (si pensi alle mascherine indossate nei luoghi chiusi).  Oggi in Italia più dell’83% della popolazione dai 12 anni in su ha ricevuto un ciclo vaccinale completo e quasi l’87% ha ricevuto almeno una dose». Non basta: «dobbiamo insistere per convincere a farsi immunizzare quella quota di connazionali ancora restia o diffidente. I numeri oggi ci dicono che l’efficacia vaccinale dei soggetti immunizzati con ciclo completo rispetto ai non vaccinati, pur in presenza della variante Delta, è pari a quasi il 95% per la protezione dal ricovero nelle terapie intensive e supera il 91% per quanto pertiene al rischio di decesso», scrive il professore. «Oggi sappiamo anche l’importanza di procedere con la somministrazione di una dose di richiamo nei soggetti ultrasessantenni o con malattie che determinano fragilità o negli operatori sanitari: serve a riportare alla massima efficacia, attraverso la stimolazione delle cellule della memoria immunitaria, la nostra protezione verso SARS-CoV-2 e contribuisce a ridurre ulteriormente la circolazione virale». Numeri «che non ingannano» ed evidenze scientifiche guideranno le indicazioni per i prossimi mesi, dall’estensione del richiamo al di sotto dei 60 anni alla vaccinazione della fascia 5-11 anni, se approvata dalle agenzie regolatorie.