Dal 6 dicembre arriva il super Green Pass

È un certificato verde rafforzato riservato ai vaccinati e ai guariti dal Covid-19. Consente a chi ne è dotato di evitare le restrizioni legate alle zone gialle e arancioni.

Draghi Mario
Foto Presidenza Consiglio dei Ministri

Dal 6 dicembre si cambia, un’altra volta. Entrerà in vigore, infatti, il super Green Pass che separa i destini di chi è vaccinato o guarito da chi non ha voluto saperne del vaccino e fino ad oggi testava la propria negatività al virus con i tamponi. Lo stabilisce il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri.
Dal 6 dicembre e fino al 15 gennaio (salvo proroghe), in zona bianca, per frequentare i luoghi della cultura, dello svago e del tempo libero occorre essere vaccinati o guariti. In pratica, serve il Green pass "rafforzato" per entrare in cinema, teatri, stadi e palazzetti dello sport, bar e ristoranti al chiuso, feste, discotechecerimonie pubbliche. Il tampone non è più sufficiente. Il super Green Pass non si applica ai minori di 12 anni.

Le stesse regole del super Green pass sono valide anche in zona gialla e in zona arancione, fin dal 29 novembre e senza una scadenza temporale. Le chiusure previste attualmente in zona gialla (ad esempio le discoteche) e arancione (ad esempio bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, palestre, impianti da sci...) non scatteranno, ma le attività potranno essere svolte solo da chi è in possesso di Green pass rafforzato. Le limitazioni si applicheranno (per tutti, anche se vaccinati) solo in zona rossa.

Con il Green pass “normale”, ossia il certificato verde che si ottiene anche con tampone antigenico o molecolare, in zona bianca si può accedere ai luoghi di lavoro, salire sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza (treni ad alta velocità, intercity, aerei, ecc) oltre che in palestra e in piscina e attività sportiva al chiuso. Ma anche in musei, fiere, convegni, centri termali, parchi divertimento... E dal 6 dicembre il Green pass base (cioè quello che viene dato anche a chi fa il tampone) è esteso anche per alloggiare negli alberghi, accedere agli spogliatoi per l'attività sportiva, utilizzare i mezzi del trasporto ferroviario regionale e del trasporto pubblico locale (metropolitane, autobus e tram).

Resta confermato che non c’è bisogno di alcun certificato per fare shopping o fare la spesa al supermercato, per i bar e i ristoranti all'aperto, per la consumazione al bancone del bar o per acquistare cibo o bevande da asporto.

E per chi ama sciare? In zona bianca e gialla per l’accesso agli impianti di sci (funivie, seggiovie, ecc.) serve il semplice Green pass. In zona arancione ci vuole il Green pass rafforzato, mentre in zona rossa gli impianti restano chiusi per tutti.

Il Decreto estende inoltre, dal 15 dicembre, la vaccinazione obbligatoria al personale amministrativo della sanità, ai docenti e al personale amministrativo della scuola, ai militari, alle forze di polizia e del soccorso pubblico e fissa dalla stessa data il richiamo obbligatorio (la “terza dose”) per le professioni sanitarie. Contestualmente, viene potenziato il sistema dei controlli, il punto debole del provvedimento, con mandato ai Prefetti ad adottare il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia.
Non cambiano invece le disposizioni sulle mascherine. Indossarla continuerà a non essere obbligatorio all’aperto in zona bianca, e ad essere obbligatorio all’aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa. In tutte le zone resta sempre obbligatorio portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti. Diversamente da quanto si ipotizzava, restano invariate anche le tipologie e la durata dei tamponi.

Il premier Mario Draghi, mercoledì sera 24 novembre in conferenza stampa, ha spiegato le ragioni del giro di vite con la volontà di conservare la normalità acquisita, evitando i rischi provocati dal lento ma costante aumento dei numeri della pandemia. I provvedimenti – ha detto - nascono “con questo spirito, guardando al desiderio di continuare ad essere aperti, andare in giro, acquistare, combattere la povertà, avere i ragazzi a scuola, contenti”. Insomma, un Natale “normale” per i vaccinati, perché possa diventarlo per tutti dall’anno che verrà.