Vol.A, gli “Angeli custodi” dell’antidoping

Roberto Bima racconta l’associazione di volontariato nata a Fossano dietro le quinte dei maggiori eventi sportivi

Vola Associazione Roberto Bima

Li hanno definiti gli “Angeli custodi” dell’antidoping. Sono i volontari dell’associazione “Vol.A.”, nata a Fossano e presieduta dal fossanesissimo Roberto Bima. Il loro compito è quello di “chaperon”, ovvero di accompagnatori. Devono consegnare agli atleti la notifica che sono stati sottoposti al controllo, prima o dopo la prestazione sportiva, e da quel momento scortarli all’antidoping senza perderli mai di vista. In questa veste (certificata) girano l’Italia e non solo, reclutati da Federazioni e da Comitati organizzatori di eventi sportivi.

La scorsa settimana - non poteva essere altrimenti - erano a Torino, alle Atp Finals. Vi sono tornati anche per la Coppa Davis, l’altro grande appuntamento tennistico di questo autunno 2021.

“Vol.A. - racconta Bima - è un frutto delle Olimpiadi di Torino 2006. Ci ero andato da volontario, soldato semplice, ed ero stato impiegato nell’area dell’antidoping. Qui ho scoperto che la figura dello chaperon sarebbe divenuta obbligatoria nel 2008. E ho pensato che ci sarebbe stato spazio per «divertirsi seriamente» prestando servizio a beneficio dello sport”.

Poco tempo dopo nacque l’associazione Vol.A. che oggi conta 46 associati, uomini e donne, in gran parte del Torinese. Del gruppo facevano parte anche Daniela e Olga, mancate quest’anno. “Erano due nostre colonne portanti - afferma Bima -: Daniela referente dei progetti rivolti alle scuole, Olga interprete poliglotta. Le ricordiamo con affetto”.

Vol.A. ha la sede legale a Fossano, quella operativa presso il Cad (Centro regionale antidoping) nel perimetro dell’ospedale San Luigi di Orbassano, più una terza aperta di recente a Roma.

Innumerevoli i servizi svolti: Roberto Bima cita alla spicciolata 13 Giri d’Italia (quest’anno anche il Giro rosa, partito da Fossano), altrettante Milano-Sanremo, mondiali ed europei di ciclismo, da nove anni il Giro di Polonia, i Giochi del Mediterraneo 2009 e 2015, i Campionati del mondo di ginnastica ritmica, numerose partite dell’Italia del Six Nations di rugby, un’edizione della Nations League di volley, le qualificazioni olimpiche di basket, il Next Generation Atp Finals di tennis, i mondiali di Enduro e molto altro ancora.

Centinaia gli aneddoti, molti dei quali raccontati nel libro celebrativo “Il tempo vola” sui primi dieci anni di attività. Assoluta riservatezza, però, in tema di doping e antidoping. Il ruolo di chaperon richiede serietà e discrezione. E massima professionalità nel rapporto con gli atleti.

“La molla che ci spinge - aggiunge - è la passione per lo sport, il piacere di vivere gli eventi a stretto contatto con gli atleti; lo spirito di ciascuno di noi è quello dei volontari. Abbiamo una semplice copertura delle spese e ovviamente non guadagniamo nulla sotto il profilo economico. Ma torniamo più ricchi di vita e di storie di varia umanità”.

Sponsor unici di Vol.A. sono la Fondazione Crf e la Crf Spa, la madrina è Stefania Belmondo, campionessa di sci di fondo. “Il testimonial perfetto - spiega Bima - per definire la nostra immagine perché esempio di sport pulito, nostra compaesana e ultimo tedoforo alle Olimpiadi di Torino, da cui tutto ha avuto inizio”.

E per chi volesse diventare chaperon antidoping? “Le porte sono aperte - conclude -. Avremmo bisogno di qualche nuovo innesto”. I requisiti? “Amare lo sport, conoscere l’inglese, avere un’età compresa tra i 20 e i 65 anni, disponibilità di tempo, attitudine a viaggiare e consapevolezza del proprio ruolo, che è volontario e non retribuito”.

Su "la Fedeltà" di mercoledì 24 novembre