Terza dose, d’ora in poi chiama la Regione

Le vaccinazioni avverranno secondo un ordine di priorità e comunque entro la scadenza del green pass

Alberto Cirio

Sarà la Regione, dal 1° dicembre, a scegliere la data della terza dose e a contattare via sms i singoli cittadini che non hanno ancora effettuato la prenotazione. La presa in carico è stata annunciata lunedì pomeriggio dal presidente della Regione Alberto Cirio. L’iniziativa si è resa necessaria, dopo la riduzione da 6 a 5 mesi della scadenza dei tempi necessari per il richiamo, per reintrodurre un criterio di priorità facendo passare prima le persone più anziane e più fragili, fermo restando il “paletto invalicabile” della vaccinazione di tutti coloro che lo richiedono entro la scadenza di validità del green pass (9 mesi dall’ultima dose).

Resta nella facoltà di tutti i cittadini, peraltro, modificare la data tramite il portale www.ilpiemontetivaccina.it scegliendone un’altra tra quelle disponibili negli hub vaccinali o effettuare il vaccino con accesso diretto nelle farmacie aderenti o dal proprio medico di famiglia. In tutti questi casi la prenotazione della Regione decadrà automaticamente. L’accesso diretto è consentito anche a tutte le categorie che hanno l’obbligo di vaccinarsi (sanitari, forse dell’ordine, insegnanti...), secondo quanto previsto dal decreto, e a tutti coloro che hanno il green pass in scadenza nell’arco di 72 ore.

Le modifiche richiederanno la riattivazione di hub vaccinali temporaneamente “congelati”, con tutto il bagaglio di problemi legati alla gestione del personale sanitario che dovrà dividersi tra la campagna di vaccinazione e l’attività ordinaria negli ospedali. Per questo il presidente Cirio e l’assessore alla Sanità Luigi Icardi, che in mattinata hanno incontrato i direttori generali delle Asl piemontesi, hanno parlato di “grande sforzo” con la speranza che tutta questa enorme mole di lavoro consenta di mantenere sotto controllo i numeri delle ospedalizzazioni da Covid, oggi ancora abbondantemente al di sotto del limite del 10% per le terapie intensive e del 15% per i ricoveri ordinari.