Avvento: luce o illusione?

Il cammino verso Natale visto dalle periferie del Brasile: la riflessione di padre Luigi Bruno, missionario da oltre 50 anni a Rio de Janeiro

Padre Luigi Bruno 03 2020

Non so se scrivo per voi o per me, ma la liturgia che celebro con la gente che si lascia illuminare dalla fede in Gesù mi annuncia che è nato per noi un Salvatore e che l’Avvento è il tempo dell’attesa felice della sua nascita. È nato nella periferia del mondo, a Betlemme, è stato avvolto in stracci e posto in una mangiatoia. Mi guardo attorno e vedo che qui in Brasile ci sono studenti che svengono per la fame nell’orario scolastico, che 3 bambini su 4 nelle famiglie che dipendono esclusivamente dal sistema di salute pubblica mangiano ogni giorno appena uno o due pasti e non tre, che con la nuova riforma di assistenza proposta dal governo come aiuto alle famiglie in situazione di povertà, 25 milioni di persone rimarranno senza assistenza. Sopravvivranno? Come? E queste sono solo le notizie dell’ultima settimana.

È Avvento, tempo di accogliere tanti Gesù che continuano a nascere e a ricordarci che tanti re Erode continuano a far festa. Ma Avvento non è solo per ricordare, è per scegliere chi vogliamo accogliere in questo Natale. Accogliere amici con feste e regalini in nome del bambino posto nella mangiatoia, o pensare ai tanti bambini che continuano a nascere nella sua stessa condizione? Sento che ho bisogno dell’Avvento, di questo tempo di preparazione alla mia scelta. Spiegarla agli altri è molto facile, può alimentare una pia illusione, ma che non è fedele a Colui che è venuto per salvarci dalle pie illusioni ricoperte da una religiosità fatta di indifferenza e non di una scelta vera e coraggiosa. Cercherò in questo Brasile ai margini della disperazione di essere un testimone di speranza e di solidarietà. Come tutti gli anni stiamo facendo una grande campagna di solidarietà e condivisione. Quest’anno sarà difficile, molti che aiutavano hanno bisogno di essere aiutati, sarà veramente una condivisione tra poveri.

Chiaro che non siamo soli in questo sforzo. Ieri (sabato 20 novembre), per esempio, abbiamo ricevuto una collaborazione che ci ha permesso di soccorrere 120 famiglie e speriamo che lo spirito natalizio tocchi molti altri cuori. La fame è un dramma per tutto il Brasile, ma nella periferia di una grande città come Rio si fa sentire in modo più drammatico. Da poco ho partecipato ad una riunione del gruppo che cerca di fare assistenza alle famiglie che hanno bambini con meno di 7 anni e abbiamo dovuto prendere una decisione dolorosa: sospendere le iscrizioni di nuove famiglie perché non siamo in condizione di aiutarle e non possiamo illudere nessuno.

Certamente sarà un Natale più vero, più simile al vero Natale se lasceremo il gesto di Dio di farsi povero in mezzo ai poveri essere l’avvenimento che ci scuote, ci sveglia, ci fa capaci di dire un sì di amore generoso. Come dicevo all’inizio non so se scrivo per voi o per me o forse per tutti.

Dio conceda a me e a voi di vivere il vero Natale accogliendo Gesù. Buon Avvento!

Padre Luigi Bruno