In Italia “si spreca” l’89% dell’acqua piovana

Il senatore Bergesio a colloquio con gli ingegneri, a Cherasco: "Servono invasi contro i cambiamenti climatici"

Bergesio:

“Le istituzioni prendano atto del ruolo fondamentale degli invasi per fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici, che da un lato portano a lunghi periodi di siccità e dall’altro a fenomeni estremi come le alluvioni”. È l’appello che ha rivolto il senatore fossanese Giorgio Maria Bergesio durante il seminario “Cambiamenti climatici: il ruolo dei bacini idrici”, organizzato a Cherasco dall’Ordine degli ingegneri della Provincia di Cuneo con il patrocinio della Federazione interregionale degli Ordini degli ingegneri del Piemonte e della Valle d’Aosta.

In Italia l’85% delle colture agroalimentari è irriguo: “La disponibilità di acqua - ha commentato Bergesio - è essenziale per mantenere in vita il sistema agricolo, senza il quale è a rischio la competitività del «made in Italy» agroalimentare e la vitalità dei territori”. A fronte del «ruolo» dell’acqua nel contribuire al Pil nazionale, in Italia gli investimenti annui sulla rete idrica sono pari a 40 euro per abitante contro la media europea di 100 euro: il Belpaese è dunque lo Stato che fa peggio di tutti.

“Nell’ottica di una gestione sostenibile della «risorsa acqua» - ha aggiunto il senatore fossanese - bisogna incentivare una gestione flessibile dei deflussi ecologici e incoraggiare l’evoluzione del comparto agricolo, ma soprattutto è di fondamentale importanza la realizzazione di invasi che consentano da un lato di fronteggiare l’indisponibilità delle risorse idriche e dall’altro tutelino il territorio in caso di eventi estremi, come le alluvioni che ormai sempre più frequentemente devastano la nostra regione. A questo proposito, da tempo, in Parlamento e in Commissione Agricoltura, chiedo una maggiore attenzione alla prevenzione, la difesa e la salvaguardia idraulica del suolo”.

“Come Parlamento - ha detto ancora Bergesio -, puntiamo prima di tutto ad aumentare la capacità di immagazzinamento della risorsa: si stima infatti che l’89% dell’acqua piovana annua non viene utilizzato ma lasciato fluire in mare”. Questo obiettivo si potrebbe raggiungere “attraverso la realizzazione di una rete di piccoli-medi invasi con basso impatto paesaggistico da destinare ad uso plurimo, civile, irriguo, industriale”: “Si tratta di progetti che potrebbero inoltre favorire la permanenza dei presidi umani e degli insediamenti produttivi nelle zone montane più marginali e a rischio spopolamento”.

Il senatore fossanese ha concluso il suo intervento alludendo ai fondi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza: “Anche alla luce del Pnrr, i prossimi anni saranno decisivi per un cambio di passo: non possiamo sprecare questa occasione”.