“Supereroi” – “7 donne e un mistero”

Supereroi Film Paolo Genovese
Supereroi di Paolo Genovese

SUPEREROI
di Paolo Genovesi; con Alessandro Borghi, Jasmine Trinca, Greta Scarano, Vinicio Marchioni, Linda Caridi. 
Anna è una fumettista, bella, vitale e dal carattere decisamente impulsivo. Marco è un professore di fisica, metodico, ordinato e convinto che nella vita tutto abbia una spiegazione logica. Si incontrano per caso in un giorno di pioggia e tra loro scatta (forse) una scintilla. Dopo pochi istanti però i due si separano, convinti (forse) di non incontrarsi mai più perché, come afferma Marco “le possibilità di un nuovo incontro sono statisticamente irrilevanti”. Non sarà così, Anna e Marco (come i protagonisti della canzone di Lucio Dalla) si incontreranno nuovamente, si ameranno, si lasceranno, per incontrarsi ancora in una bella ma tormentata relazione che coprirà un arco di dieci anni. Dramma sentimentale delicato e coraggioso che evoca per certi versi il cinema di Almodovar (la malattia come evento drammatico che innesca relazioni e drammi), per altri aspetti le commedie sentimentali come “Love actually” o “500 giorni insieme”, il film di Genovese scandaglia a fondo il tema dei rapporti di coppia ma lo fa senza verbosità eccessive puntando tutto sull’alchimia relazionale tra i due splendidi protagonisti Jasmine Trinca e Alessandro Borghi. Il film è intenso e avvincente, e anche se la soluzione narrativa scelta da Genovese di far scorrere la vicenda su e giù lungo il corso del tempo obbliga lo spettatore a uno sforzo di attenzione suppletivo per non perdere il filo del racconto, lo schema nel complesso tiene bene, così come l’assunto di fondo del film, ovvero che la bellezza e verità dell’amore sono date dalla capacità di resistere ed amarsi tutta la vita. In fondo, sembra dirci Genovesi parafrasando (ancora una volta) un verso di Lucio Dalla “la cosa eccezionale è essere normali”. 

7 donne e un mistero
7 DONNE E UN MISTERO
di Alessandro Genovesi; con Margherita Buy, Diana Del Bufalo, Sabrina Impacciatore, Benedetta Porcaroli, Micaela Ramazzotti, Luisa Ranieri, Ornella Vanoni.
In origine (1958) era una piece teatrale di Robert Thomas “Huit femmes”, portata in seguito sullo schermo, esattamente vent’anni fa (2002), da Francois Ozon con “8 donne e un mistero” il quale aveva reso il testo di Thomas ancora più nero e tagliente ed aveva inframmezzato la narrazione con azzeccati siparietti musicali (uno per ogni interprete). Rispetto all’originale il film di Alessandro Genovesi perde per strada una delle interpreti che da otto diventano sette e il nero di Ozon si stinge per tendere al giallo-rosa con toni da commedia leggera e suggestioni #Metoo. La vicenda è ambientata negli Anni ’30, siamo alla vigilia di Natale e tutte le donne di una grande famiglia si ritrovano per festeggiare, ma improvvisamente si scopre che Marcello, l’unico uomo di casa, è stato ucciso. Già, ma chi sarà il responsabile dell’omicidio, perché di omicidio si tratta, se nessuno oltre le presenti ha lasciato la casa (fuori infatti infuria una bufera di neve, il cancello della villa è bloccato e i fili del telefono sono stati tagliati)? 
Film corale e al femminile, né poteva essere diversamente, che oltre al testo di Robert Thomas evoca atmosfere hitchcockiane e alla Agatha Christie, il film di Alessandro Genovesi mette in scena un intrigante gioco di specchi tra le sette protagoniste dove gelosie, conflitti e tensioni irrisolte verranno lentamente a galla per condurci all’epilogo finale che ovviamente non riveliamo. Scenograficamente perfetto, a volte un po’ impacciato nella recitazione di alcune tra le interpreti (in positivo l’ultra ottantenne Ornella Vanoni, in negativo Sabrina Impacciatore) e con un’eccessiva ricerca della battuta ad effetto, il film scorre via leggero. Non resterà negli annali del cinema, ma regala sprazzi di sincero divertimento.