Incidenti mortali di nuovo in aumento

Dopo l'anomalia del 2020, lo scorso anno il numero di decessi è tornato alle cifre pre-pandemia: il picco nei mesi di luglio, maggio e agosto

Polizia Stradale SALUSS
Foto Loris Salussolia

Nel 2020 il numero di morti per incidente lungo le strade del Cuneese si era ridotto: un dato che si spiega facilmente ricordando come i Dpcm contro la diffusione del coronavirus, firmati dall’allora premier Conte, avessero fortemente ridotto gli spostamenti per parte dell’anno. Nel 2021 - un altro anno di convivenza con il virus, ma privo di restrizioni che abbiano inciso direttamente sul traffico - le cifre sulla mortalità stradale tornano a salire e si allineano a quelle dell’ultimo decennio. È il segno che sull’asfalto della Granda si continua a perdere la vita con troppa facilità, sebbene i dati siano ben diversi da quelli - terribili - degli anni Novanta.

Come ogni anno, è l’ufficio Stampa della provincia a presentare il report sugli incidenti mortali in Granda. “I 48 decessi del 2021 - spiegano - superano il dato del 2019 (44 decessi), un anno senza pandemia. Nel dettaglio 36 persone hanno perso la vita in auto, 4 in moto e 3 in bici; 5 erano pedoni”. 

Sulle ragioni per le quali in Granda si registrano tanti lutti sull’asfalto, si discute da tempo. Da un lato si segnala la mancanza di infrastrutture adeguate al traffico, che è un problema “storico” del Cuneese e che si aggrava per la presenza di numerosi piccoli centri i cui abitanti si spostano spesso, per lavoro o svago; dall’altro si denunciano le cattivi abitudini alla guida, che qui come nel resto di Italia purtroppo si osservano spesso.

“Il mese peggiore del 2021 - continuano dalla Provincia - è stato luglio con 11 morti, seguito da maggio con 8 e agosto con 6. Non è quindi il maltempo invernale o le condizioni del manto stradale la causa più rilevante degli incidenti: piuttosto la distrazione da  telefono mentre si guida, la velocità, le alterazioni psicofisiche, la mancanza di prudenza, le cinture e seggiolini non allacciati, la mancata attenzione anche verso ciclisti e pedoni”.

In ogni caso, “qualcosa nel frattempo si è fatto e i dati non sono confrontabili rispetto a più di vent’anni fa”: “Nel primo anno del rilevamento, il 1998, i morti registrati in provincia di Cuneo furono 138 - concludono dalla Provincia -. Negli anni successivi si verificò un costante calo: 125 morti nel 1999, 122 nel 2000, 115 nel 2001, 116 nel 2002, 116 nel 2003, 105 nel 2004, 83 morti nel 2005, 71 nel 2006, 78 nel 2007, 72 nel 2008, 57 nel 2009,68 nel 2010, 51 nel 2011, 51 nel 2012, 48 nel 2013, 42 nel 2014, 48 nel 2015, 33 nel 2016, 59 nel 2017, 44 nel 2018”. 

Per contro, secondo i dati diffusi di recente dall’Istat, nel 2020 in Granda l’indice di mortalità per incidente stradale - cioè il numero di morti ogni 100 incidenti stradali con lesioni - fu di 4,53: è il più alto tra le province piemontesi e supera di oltre 2 volte quello nazionale. Oltre che dei decessi, bisogna poi tenere conto dei feriti e dei disabili permanenti: il quadro, in altre parole, potrebbe essere ancora più tetro di quanto indicano i dati disponibili.