A Genola un’oasi per riflettere sulla violenza contro le donne

Progetto finanziato dalla Fondazione Crt a cura del Comune e Cpo con il coinvolgimento di adolescenti

“Pachamama: pari opportunità e ambiente” è il titolo del progetto che si è aggiudicato 10mila euro dalla Fondazione Cassa di risparmio di Torino. Presentato dalla Consulta per le pari opportunità insieme al Comune di Genola, prevede la valorizzazione di un’area del territorio con arredo urbano: una panchina rossa (colore del sangue, simboleggia il posto occupato da una donna che non c’è più, portata via dalla violenza di un uomo), una fontana e due faggi.
“La panchina - spiegano dalla Consulta per le pari opportunità - è il simbolo di un percorso di sensibilizzazione contro il femminicidio e la violenza maschile sulle donne. Collocarla in uno spazio pubblico ne mantiene viva una presenza e invita a riflettere sul tema della violenza”.
“L’idea è di intervenire nella zona vicino al peso pubblico per creare un’oasi dove chi percorre a piedi o in bicicletta la pista ciclabile possa sostare - spiega il sindaco Flavio Gastaldi -. Il progetto interessa le Politiche giovanili perché è sui giovani che si deve agire per educare alla non violenza creando relazioni positive e paritarie”. Questo sarà possibile attraverso il progetto di riqualificazione ambientale dell’area all’entrata del Comune di Genola (arrivando da Fossano), dove ragazzi e ragazze delle scuole superiori collaboreranno attivamente per un bene comune. “Insieme lavoreranno per tutelare e avere riguardo dell’ambiente - spiega Lamberto - condividendo idee, mansioni e ruoli, andando contro gli stereotipi che spesso si manifestano inconsciamente: l’uomo comanda e la donna esegue passivamente.
Poniamo un legame tra il tema della cura per l’ambiente, per l’attenzione al cambiamento climatico, attraverso il recupero sostenibile di aree in disuso o da riqualificare presenti sul territorio (tema molto vicino ai giovani di oggi), e la parità tra i generi, la lotta agli stereotipi e ai pregiudizi di genere”.

Articolo su la Fedeltà di mercoledì 9 febbraio