Sinodo, ora è tempo di dare concretezza alle proposte emerse nell’Assemblea

Il vescovo scriverà il libro sinodale, lo affiancherà un gruppo di otto persone. Il messaggio finale della segreteria del Sinodo alle due diocesi

Sinodo

Dopo 10 incontri e 25 ore di lavoro, l’Assemblea sinodale venerdì 18 febbraio ha concluso i lavori a Cuneo. A mons. Piero Delbosco viene ora consegnato come frutto del percorso sinodale il Documento finale, articolato in 5 temi, 44 proposizioni, approvate quasi all’unanimità con il voto per alzata di mano in assemblea. Al vescovo spetta di scrivere il Libro sinodale, da presentare alle comunità delle due diocesi.
Un gruppo di otto persone, voluto dal vescovo, ha l’incarico di aiutarlo a dare attuazione concreta alle proposte emerse in Assemblea: ne fanno parte per la diocesi di Fossano don Pierangelo Chiaramello (Vicario generale), Nino Mana (direttore della Caritas), Enrico Racca (Consulta delle aggregazioni laicali), Alessandra Rosano (parrocchia di San Filippo); la diocesi di Cuneo è rappresentata da Elisa Demichelis (parrocchia di Gesù Lavoratore in Borgo San Dalmazzo), suor Lucia Gallo (Istituti religiosi e Società di vita apostolica femminili), don Tonino Gandolfo (vicario zonale) e Annamaria Ghio (parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Cuneo).

A conclusione dei lavori, sul sito ufficiale del Sinodo è comparso un messaggio finale della segreteria del Sinodo rivolto alle comunità cristiane e alla società civile sul territorio delle diocesi di Cuneo e di Fossano. Lo riportiamo di seguito.

“Le Assemblee sinodali, con la presenza costante del vescovo Piero, sono state un’umile esperienza di ascolto e ricerca condivisa. È maturata la consapevolezza che i cambiamenti radicali in corso, sul piano della cultura e della vita sociale, mettono in discussione la Chiesa locale. Essi portano nuove domande e provocazioni che rendono i fedeli più umili: occorre trovare nuove parole sul senso del vivere e del morire, del soffrire e del costruire comunità. Ogni riferimento è nuovamente da cercare insieme, perché nessuno può trovare da solo le vie da proporre. Siamo disposti a ripartire da qui: cercare e promuovere percorsi di ricerca. Crediamo che proprio questo richieda oggi il Vangelo di Gesù Cristo, un annuncio di speranza, risuonato anticamente nella remota terra di Israele, che ha immesso risorse universali di umanità e di speranza nello sguardo sul futuro. Continuare a far risuonare il Vangelo e destinarlo all’intera umanità è il cuore della missione di cui vive la Chiesa, disseminata sulla terra, anche nella porzione, minuscola e preziosa, che è il territorio di Cuneo e Fossano.
Uniti in un’assemblea (di 70-80 persone ogni volta) che ha cercato di promuovere l’unità tra laici, preti, religiosi, i sinodali hanno maturato una coscienza più netta di appartenere ad un’unica condizione, quella dei fedeli. Diversi nelle sensibilità e talvolta in contrasto sulle proposte strategiche delle azioni da intraprendere, tutti hanno percepito di condividere la responsabilità di affrontare il presente e di preparare il futuro, mettendosi in dialogo con i contemporanei.

Sinodo Segreteria
La segreteria del Sinodo durante una delle sessioni di lavoro online

La sofferenza percepita maggiormente è l’allontanamento di persone che non trovano più alimento nella proposta cristiana e quello di numerosi giovani che sentono estranea e distante la lingua di quanti ancora si professano credenti. Sofferenti sono spesso i pastori, i preti, in difficoltà con il gregge e con se stessi. L’assenza quasi totale di vocazioni al ministero e alla vita religiosa lascia smarriti. Chi provvederà a guidare, accompagnare, formare persone e comunità nei prossimi anni?
È percepito in modo forte il bisogno di formazione, innanzitutto per la statura umana e culturale del cristiano di oggi. Ma anche per le competenze necessarie ad assumere responsabilità e svolgere servizi nella Chiesa e in favore della società, nel campo educativo, nella risposta a povertà e sofferenza, nella promozione di una cultura ecologica integrale.
È venuta alla luce una comunità cristiana consapevole del proprio smarrimento, ma non arresa nel lamento o nel risentimento contro i tempi cattivi. Pronta a reagire, rafforzando al proprio interno coesione e motivazione, spiritualità e apertura mentale. Un processo avviato, ancora debole, incerto nella direzione di cui non si può immaginare l’esito. Il futuro del Sinodo è da scrivere, ma un primo giro di riscaldamento è stato fatto per procedere con stile sinodale, in sintonia con la Chiesa universale.

Ora le diocesi di Cuneo e di Fossano, guidate dal loro vescovo, devono procedere su alcune vie nuove: accorpamento delle diocesi, riordino dei servizi diocesani, passaggio alle unità pastorali, rinnovo degli organismi di partecipazione, impegno per i cammini vocazionali dei giovani, formazione e accompagnamento delle persone, esperienze di dialogo culturale, interreligioso ed ecumenico, condivisione di domande umane e di nuove sensibilità presenti nel cuore delle persone, fratelli e sorelle dentro e fuori della Chiesa, consapevoli di essere amati da essa, oppure, talvolta, convinti di esserne stati feriti”.