Fossano unita per dire NO alla guerra

Presidio pacifico in piazza Manfredi

Ucraina Presidio Per La Pace Foto Costanza Bono
Foto Costanza Bono

Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare, orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno, né di notte,
né per mare, né per terra:
per esempio, la guerra.

Questi versi di Gianni Rodari recitati da due bambine, Giulia ed Eleonora, sono un po’ il manifesto del presidio pacifico organizzato dal Tavolo Intercultura nel tardo pomeriggio di martedì 1 marzo in piazza Beppe Manfredi, a Fossano.
Una manifestazione incentrata su musica e poesia, su tutto ciò che è cultura, o meglio, che è culture, tante, di chiunque abbia voluto esprimere il suo dissenso all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Una risposta culturale perché “dove c’è bellezza non c’è spazio per la guerra”, come ha sottolineato Andrea Silvestro a nome del tavolo intercultura, definendo la guerra “una sconfitta su tutta la linea”.
Dopo il brevissimo discorso introduttivo sugli scopi della manifestazione sono seguiti minuti intensi di riflessione e raccoglimento senza discorsi pubblici di personalità civili e religiose, ma condivisione di speranze, dolore, solidarietà tra i popoli.
C'erano le autorità religiose, a partire dal Vescovo mons. Piero Del Bosco, e c'erano quelle politiche guidate dal sindaco Dario Tallone. Ma in realtà c'erano le persone: Piero e Dario (non me ne vogliano) e tanti e tante fossanesi uniti nel solo desiderio di dire no alla guerra. Forse alla base di tutto c'è lo sgomento, il turbamento di sapere che così vicino a noi mamme, papà, nonni, bambini, operai e medici, persone come noi, stanno provando dolore e paura per un atto arbitrario inaccettabile in un mondo che vuole essere civile.
Certamente non sarà la voce di Fossano e dei fossanesi, non saranno “Imagine” o “C’era un ragazzo”, non saranno le poesie, a ristabilire la pace, ma quanto accaduto farà percepire il vicino un po' più vicino e lo straniero un po' meno lontano.