Test fra neve e gelo per i nostri alpini

Esercitazione "La Volpe bianca": i militari di Fossano per due settimane in alta quota, con unità di Francia e Stati Uniti

Ha il nome di un animale che evoca immediatamente le immagini di ambienti nevosi; ma ha anche un’«anima» fossanese, perché militari di stanza nella città degli Acaja non solo erano presenti, ma hanno anche dato prova della loro preparazione. Nelle scorse settimane, sulle montagne “olimpiche” del Piemonte si è svolto “La volpe bianca”, test annuale sul livello di addestramento degli alpini che è stato nuovamente organizzato dopo l’interruzione dovuta alla pandemia di Coronavirus. Hanno partecipato tutti i reparti delle Truppe alpine dell'Esercito, insieme con reparti di elicotteri, artiglieria e di guerra elettronica sempre dell’Esercito italiano e con unità giunte da Francia e Stati Uniti.

Quattro le fasi dell’esercitazione, durata due settimane. Sono state la “Steel Blizzard”, con attività di movimento e combattimento in montagna, la “Winter Rescue”, con simulazioni di interventi di soccorso militare in quota, e, nel solco della tradizione dei Campionati sciistici delle Truppe alpine, le competizioni “Ice Patrol” e “Ice Challenge”, rispettivamente gare a squadra di pattuglia e individuali di biathlon militare. Si è svolta inoltre, sulle piste di Sestriere, una fiaccolata tricolore con alpini di tutti i reparti e quaranta maestri di sci del luogo.

Gli alpini dei tre reggimenti della Taurinense di stanza nella provincia di Cuneo erano presenti. In particolare, da Fossano sono giunti le donne e gli uomini del 1° reggimento Artiglieria da montagna e del 32° reggimento Genio guastatori.

DA FOSSANO

I tre reggimenti alpini del Cuneese hanno partecipato innanzitutto all’esercitazione “Ice Patrol”, momento di verifica del livello addestrativo raggiunto a livello di squadra nell’utilizzo delle tecniche di movimento e combattimento in montagna: per oltre 48 ore continuative, gli uomini e le donne delle Truppe alpine si sono esercitate nel severo ambiente montano compreso tra i comuni di Bousson e Claviere, lungo oltre 1000 metri di dislivello positivo e 10 chilometri di percorso, in piena autonomia logistica, trasportando zaini ed armamento d oltre 30 chilogrammi e dormendo per due notti all’aperto con temperature inferiori ai -10°. Le pattuglie sono state valutate, durante il loro movimento, su differenti aspetti, dalla topografia alle comunicazioni radio, dal superamento di ostacoli naturali alla costruzione di barelle, fino al tiro sugli sci.

Altra impegnativa prova sul campo, dedicata in particolare alle abilità individuali nello scialpinismo e nel tiro, è stata la “Ice Challenge”, che ha coinvolto tutti i reggimenti delle Truppe alpine, impegnate in un biathlon militare, nell’area di Pragelato e sui ripidi pendii del monte Motta. Gli atleti, dopo una prima valutazione di tiro su piattelli a 50 metri con fucile d’assalto Beretta ARX160, hanno coperto un dislivello di oltre 600 metri per uno sviluppo complessivo di 7 chilometri.

Alla “Steel Blizzard” hanno preso parte gli artiglieri del 1° reggimento Artiglieria da montagna, schierando i propri obici da 105/14, e i guastatori del 32° reggimento Genio guastatori, specialisti nell’impiego degli esplosivi e a supporto dei reggimenti di fanteria alpina. I due reggimenti di stanza a Fossano si sono inoltre addestrati con il 3° reggimento Alpini mediante l’impiego di avanzati sistemi di simulazione.

Sempre il 32° Genio guastatori ha garantito la libertà di movimento sulle principali vie di comunicazione, rimuovendo neve e ghiaccio, e ha montato strutture come tribune e osservatori, nel rispetto dell’ambiente naturale.

"LA MONTAGNA NEL DNA"

Nel discorso di chiusura della “Volpe bianca” il comandante delle Truppe alpine, generale di Corpo d’armata Ignazio Gamba, ha evidenziato come la montagna sia “quel caratteristico ambiente impervio, compartimentato, e non favorevole al movimento e alle comunicazioni, dove temperature rigide, quote decisamente importanti sul livello del mare, impongono una familiarizzazione ed una preparazione fisica e mentale molto specifiche”: “In 150 anni di vita del Corpo degli Alpini, noi soldati di montagna abbiamo affinato e fatto sempre più nostre le caratteristiche di articità e verticalità, che ormai fanno parte del nostro Dna”.

Gli alpini, durante la seconda settimana di esercitazione, hanno inoltre ricevuto la visita del Capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale di Corpo d’armata Pietro Serino, che ha espresso apprezzamento per quanto ha osservato in ogni fase dell’esercitazione: “L’elevato livello addestrativo conferma che le Truppe alpine sono un riferimento per lo sviluppo e l’implementazione delle tecniche e delle opportunità afferenti al mountain warfare”.

“La Volpe bianca di quest’anno – fanno sapere, infine, dall’Esercito - assume una valenza ancora maggiore inserendosi nel più ampio quadro delle celebrazioni del 150° anniversario della costituzione delle Truppe alpine, che vedranno l’effettuazione, su tutto il territorio nazionale e per tutto il 2022, di diverse iniziative, addestrative, sportive, storiche e culturali, svolte in collaborazione con l’Associazione nazionale Alpini e con il coinvolgimento delle realtà territoriali locali”.